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Enzo Rendina non era in aula

Ascoli - Prima udienza nel processo contro l'irriducibile del terremoto

20 marzo 2017 11:11




Una casa di tre piani che frana. Amici di una vita scomparsi in una manciata di secondi. Vite spezzate dal boato del terremoto che ha squarciato la notte del 24 agosto. Restare lucidi. Superare il trauma non sempre è possibile. E' quanto ha sostenuto, in aula, l'avvocato Francesco Ciabattoni che difende Enzo Rendina. L'irriducibile del terremoto arquatano venne arrestato lo scorso primo febbraio perché non voleva lasciare i moduli che occupa abusivamente. Stanze destinate ai vigili del fuoco. Il suo secondo alloggio post sisma. Il primo, una tenda in zona Borgo, si era squarciata sotto il peso della neve. Così si era trasferito nell'altra frazione di Arquata. Non voleva lasciare la sua terra. Voleva svegliarsi sempre lì, nonostante freddo e scosse, a ridosso di quelle montagne che, da sempre, erano la sua skyline. Almeno sino al primo febbraio quando quei moduli provvisori sono stati rimossi per far spazio alle casette i cui lavori proseguono in questi giorni. Enzo, provato dagli spostamenti e dal sisma, oppose resistenza. Non avrebbe lasciato mai la sua Arquata e finì in manette. Lui che aveva stretto la mano al Papa e raccontato di essere rimasto in zona rossa per protestare contro lo spopolamento. 

 In aula, al tribunale di Ascoli, l'avvocato Ciabattoni ha riferito delle condizioni psicologiche precarie dell'uomo. E presentato un elenco di testimoni per la prossima udienza, fissata al 5 di giugno. Nell'occasione saranno sentiti i medici che hanno visitato il 58enne e successivamente le persone che ci hanno parlato. Per l'avvocato, inoltre, è significativo il fatto che sia stata sottolineato l'urgenza di far sgomberare Rendina quando, un mese e mezzo più tardi, nessun lavoro interessava l'area delle casette. Elementi che faranno parte del dibattimento dinanzi al giudice Marco Bartoli. L'accusa, pm Enrica Ruggieri, ha presentato l'elenco dei teste (carabinieri e vigili del fuoco intervenuti nel giorno dell'arresto) e messo agli atti la diffida che era stata firmata dal sindaco Aleandro Petrucci. Un documento con il quale si invitava Rendina a lasciare i moduli di Arquata per un'altra sistemazione. Oggi l'irriducibile del terremoto è ospite di un albergo di Porto d'Ascoli ma non passa giorno senza sognare i suoi monti. 


TAGS: enzo rendina , papa , arquata , irriducibile , terremoto , sisma , condizioni psicologiche ,
 

di Redazione, Fonte: Vera Tv

 
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