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Il nuovo direttore generale dell’Ast di Ascoli Piceno è Antonello Maraldo. Ma dietro questa nomina si cela una giornata tutt’altro che lineare, culminata in una serata dai toni più da thriller politico che da normale routine amministrativa. E dire che il finale, nei piani, avrebbe dovuto essere ben diverso: una cena distensiva in un ristorante di Osimo per rinsaldare la maggioranza in vista delle Regionali. Invece, quella tavolata si è trasformata in un campo di battaglia silenzioso, mentre a Palazzo Raffaello andava in scena l’ennesimo braccio di ferro interno alla coalizione.

Il primo atto: lo stallo in giunta

Nel primo pomeriggio, mentre a Palazzo Raffaello si concludevano i lavori del Consiglio regionale, si è posto con urgenza il nodo del vertice dell’Ast 5 di Ascoli Piceno. Il mandato di Maria Bernadette Di Sciascio, reggente ad interim dopo l’addio di Nicoletta Natalini, era scaduto proprio ieri. Il nome indicato era quello di Antonello Maraldo, già direttore amministrativo dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Torrette e attualmente in forze all’Asp della Basilicata. Una proposta sostenuta dal sindaco ascolano Marco Fioravanti, esponente di Fratelli d’Italia e figura molto vicina al presidente Acquaroli.

Ma l’iter che doveva essere una semplice ratifica si è subito complicato. Un pezzo della Lega ha infatti tentato di cambiare le carte in tavola, proponendo un’alternativa: Nicola Nardella, ex dg della Usl Umbria 1, marito della direttrice dell’Inrca Maria Capalbo. A spingere per questa nomina Giorgia Latini e il deputato Mirco Carloni, entrambi molto critici verso Maraldo, considerato troppo vicino al movimento "Voce dalle Marche", nato su iniziativa dell’ex dg Caporossi e orbitante nell’area del centrosinistra.

La cena che non fu

Nonostante la tensione, la cena di maggioranza a Osimo si è tenuta comunque. Ma neanche il tempo di servire il secondo piatto, che le telefonate tra Latini, Carloni e Acquaroli hanno iniziato a susseguirsi. Il tentativo: convincere il presidente a bloccare la nomina di Maraldo. Il risultato: un Acquaroli visibilmente infastidito, preoccupato di veder logorata la propria leadership in un momento cruciale in vista della sua ricandidatura. Il messaggio del governatore agli alleati è stato chiaro: «Mettetevi d’accordo tra voi e datemi un nome condiviso. Subito».

Il secondo atto: la decisione


Il tempo stringeva. Entro la serata bisognava decidere. E così, attorno alle 22, Acquaroli e gli assessori hanno lasciato la tavola e sono tornati in Regione per una nuova riunione. Dopo ore di discussione, il governatore ha scelto di tirare dritto: il nuovo direttore generale dell’Ast 5 è Antonello Maraldo. La linea di Fratelli d’Italia ha prevalso, e la Lega ha incassato l’ennesima sconfitta interna. Un segnale chiaro, nel delicato equilibrio di una coalizione che si avvicina alle elezioni con le ossa già scricchiolanti.

Una nomina, quella di Maraldo, che va ben oltre il semplice incarico sanitario: è il simbolo di una sfida politica tutta interna alla maggioranza, che mostra crepe sempre più profonde. E Osimo, ancora una volta, si conferma terreno minato per il centrodestra marchigiano.

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