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A Matelica per inaugurare la mostra su Enrico Mattei, nei locali della Merloni, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha lodato l’imprenditoria marchigiana, definendola resiliente e capace di restare in piedi nonostante difficoltà logistiche che, oggi, in raccordo con il governo regionale, si sta cercando di sanare. 
Mancano, in sostanza, collegamenti viari, ferroviari o aerei per far sì che essere imprenditori in questo territorio sia più semplice eppure molti marchigiani non hanno mai abbandonato la loro regione, riuscendo comunque ad emergere a livello nazionale. 

IL CASO MOLINARI

Dopo le proteste all’università Federico II di Napoli dove era in programma un dibattito, poi saltato, con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari ha detto: "La tolleranza del passato verso questi episodi ha poi portato al terrorismo e al suo rafforzamento fino all’episodio di Aldo Moro che, con il suo sacrificio, creò un allarme democratico talmente ampio che ci permise di sconfiggere quel fenomeno brutale che è l’eversione e il terrorismo". 

L’UCRAINA

"Qualsiasi cosa dica Putin desta allarme democratico. Noi dall’opposizione ci schierammo in sostegno del popolo ucraino - ricorda il ministro - che difendeva le proprie case da una cultura di aggressione che la Russia ha avuto purtroppo in tante fasi della sua storia e che doveva vedere una reazione corale. Oggi siamo al governo e sosteniamo la libertà di ogni popolo e ovviamente a partire da un popolo come quello ucraino che ha dimostrato che l’amore per la propria terra è in grado di fare cose che si reputano impossibili". "Le elezioni russe non le voglio commentare perché non è mio compito farlo, mi interessa commentare l’atteggiamento russo - ha sottolineato Lollobrigida -, se non c’è un cambio, una scelta radicalmente diversa da quella attuale da parte dei russi, credo che l’Occidente debba fare il possibile per salvaguardare l’Ucraina, perché lì non c’è una partita che riguarda solo gli ucraini come qualcuno tenta di propagandare, ma c’è una partita che riguarda tutti noi". "Non può passare il principio - ha detto ancora il ministro - che chi è più forte possa decidere in casa di altri, perché saremmo a rischio pure noi".

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