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Dopo mesi di silenzio e polemiche anche sul fronte educativo, da oggi i tre bambini al centro del caso della “famiglia nel bosco” iniziano il loro percorso scolastico nella casa famiglia di Vasto, accompagnati da una maestra in pensione. A occuparsi dell’istruzione dei tre fratellini — di 8 e 6 anni — è Lidia Camilla Vallarolo, 66 anni, ex insegnante di Vasto, che ha deciso di accettare l’incarico di seguire i bambini “dentro la struttura protetta, cinque mattine a settimana”. Originaria di Torino, vive a Vasto da quando aveva 12 anni. "Mi ero offerta di dare una mano come volontaria alla scuola Spataro, dove ho insegnato dal 1996. Per la docente si tratta di un impegno educativo “quasi da zero”, dopo che il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento dei bambini dai genitori lo scorso novembre anche in relazione alla mancata frequentazione scolastica e a una scarsa scolarizzazione. La maestra, parlando del suo ruolo, assicura: “Insegnerò loro a leggere e scrivere e cercherò di aiutarli con pazienza”, spiegando però di non voler “giudicare” la situazione, ma di voler “ascoltare e seguire i bambini con cautela”. Avrei voluto agire nell’anonimato”, ha detto, sottolineando come l’eco mediatica del caso abbia reso tutto più difficile. La sua priorità, però, resta il benessere dei piccoli, che ora affrontano non solo le lezioni ma anche le conseguenze di un’esperienza fuori dal comune. La vicenda, iniziata con i servizi sociali e le autorità intervenuti in un bosco della provincia di Chieti, continua a far discutere sul bilanciamento tra tutela dei minori, libertà educativa e ruolo degli adulti nel garantire un futuro sereno ai bambini coinvolti.
Diretta Samb