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Matteo Ricci, europarlamentare del Partito democratico, interviene duramente sul caso della possibile presenza di agenti dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) in Italia durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Nel mirino dell’esponente Pd finiscono in particolare le dichiarazioni del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, giudicate «gravissime», soprattutto dopo la successiva precisazione in cui dalla Regione si afferma che non ci sarebbero conferme ufficiali sulla presenza del corpo federale statunitense.
Ricci contesta il fatto che, a suo dire, resti incertezza su un punto così delicato: «Non è possibile che non si sappia con certezza se ci sarà o meno l’Ice alle Olimpiadi». E attacca anche l’ipotesi che il loro ruolo possa essere giustificato come “scorta” per autorità americane, citate in queste ore (il vicepresidente USA J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio): «Una scusa inaccettabile», sostiene, invitando Fontana a non prestarsi a «giochetti» per compiacere Donald Trump.
Nel comunicato e nelle dichiarazioni riportate dai media, Ricci definisce l’Ice «non una forza diplomatica», ma un corpo federale che, secondo lui, agisce in modo «squadrista, violento e antidemocratico», richiamando anche recenti fatti di cronaca che riguarderebbero l’agenzia statunitense. Da qui la linea netta: la sicurezza dei Giochi, ribadisce, «spetta all’Italia» e non a organismi esteri.
Il passaggio politico più duro arriva in chiusura: per Ricci «fa la differenza eccome» chi si occupa della sicurezza e chiede al Governo italiano di smettere di trattare il Paese come «il parco giochi di Trump», respingendo l’idea che agenti dell’Ice possano operare sul territorio nazionale in occasione dell’evento olimpico.
Diretta Samb