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Si chiude con un’assoluzione la lunga vicenda giudiziaria che ha visto imputati Hicham e Aziz Boutouil, i due fratelli marocchini finiti sotto processo con l’accusa di aver tentato di uccidere Alessandro Cesaroni. Il tribunale di Ascoli Piceno ha pronunciato nei loro confronti sentenza assolutoria, accogliendo la linea difensiva sostenuta dall’avvocato Felice Franchi.

Secondo l’impostazione accusatoria, Hicham sarebbe stato il presunto mandante dell’aggressione, mentre il fratello Aziz avrebbe avuto il ruolo di esecutore materiale insieme ad Abderrahim Belkhaoua. Quest’ultimo, processato con rito abbreviato, era stato inizialmente condannato a otto anni di reclusione. Una decisione poi ribaltata in Appello, con l’assoluzione perché ritenuto non responsabile dei fatti.

L’episodio risale al 12 dicembre 2016. Cesaroni, all’epoca ex responsabile dell’area tecnica nei periodi in cui la panchina era affidata a Giampaolo, venne accoltellato davanti all’abitazione della madre. Cinque fendenti lo raggiunsero in varie parti del corpo, ferendolo gravemente ma senza esiti letali.

Il procedimento è stato particolarmente articolato e si è protratto per anni, tra richieste di ricusazioni del collegio giudicante e testimonianze che in aula hanno perso la nettezza iniziale, con numerosi “non ricordo” su circostanze che in fase d’indagine erano state ritenute centrali.

Con la decisione del tribunale ascolano cala ora il sipario su una vicenda che si è trascinata per quasi dieci anni, segnando uno dei casi giudiziari più complessi affrontati negli ultimi tempi in città.

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