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La nuova Legge sulla Montagna accende il dibattito anche nel territorio piceno. La classificazione prevista dal provvedimento, infatti, esclude alcuni Comuni che da sempre fanno i conti con criticità tipiche delle aree interne, lasciandoli fuori da misure e opportunità pensate proprio per sostenere i territori più fragili.
Nella provincia di Ascoli Piceno, tra i centri penalizzati figurano Appignano del Tronto e Castignano, realtà che condividono le stesse difficoltà delle zone montane: calo demografico, carenze infrastrutturali, costi elevati per garantire i servizi essenziali e un tessuto imprenditoriale che resiste con fatica.
Secondo quanto evidenziato dal presidente della Provincia, non è possibile determinare il futuro di intere comunità basandosi esclusivamente su parametri altimetrici. La montagna, viene sottolineato, non rappresenta soltanto una categoria geografica, ma una condizione sociale, economica e demografica. L’esclusione di territori con queste caratteristiche non è quindi una semplice scelta tecnica, ma una decisione con ricadute politiche e istituzionali rilevanti.
«Le comunità dell’entroterra meritano rispetto e pari dignità», rimarca il presidente della Provincia di Ascoli Piceno, ribadendo la necessità di criteri più aderenti alla realtà dei territori. In un momento in cui le aree interne avrebbero bisogno di maggiore sostegno per contrastare lo spopolamento e rilanciare servizi e sviluppo, l’esclusione rischia di aggravare fragilità già esistenti.
La Provincia ha annunciato che sarà al fianco dei Comuni esclusi, sostenendo ogni iniziativa utile a tutelarne i diritti e a promuovere una revisione della classificazione che tenga conto delle reali condizioni socio-economiche del territorio.
Diretta Samb