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SENIGALLIA - Il giudice per le indagini preliminari del tribunale per i minorenni delle Marche ha fissato per il prossimo 15 aprile un’udienza camerale nell’ambito del procedimento penale legato alla morte di Leonardo Calcina, il 15enne di Senigallia che si tolse la vita nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 2024.

Il gip ha ritenuto di accogliere l’opposizione presentata dai genitori del ragazzo, Francesco Calcina e Viktoryia Ramanenka, contro la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero. Secondo l’avvocatessa della famiglia, Pia Perricci, l’archiviazione si baserebbe su una "ricostruzione parziale e frammentaria dei fatti e su una lettura atomistica delle risultanze investigative", tralasciando il contesto della vicenda. "Dagli atti raccolti emergerebbero reiterate condotte vessatorie in ambito scolastico, - sostiene la legale - descritte da numerosi testimoni come quotidiane e sistematiche, caratterizzate da scherni, umiliazioni e comportamenti derisori protratti nel tempo, che avrebbero determinato nel minore una situazione di crescente disagio e isolamento".

Dopo una fase di silenzio, il giovane si era aperto sia con un insegnante, sia con i genitori e avrebbe affrontato coloro che lo perseguitavano. Era in programma un incontro con il dirigente scolastico quando la vicenda precipitò. L’udienza del 15 aprile davanti al gip presso il tribunale per i minorenni di Ancona sarà l’occasione per valutare le ragioni dell’opposizione e l’eventuale prosecuzione delle indagini.


Ancora da eseguire l’esame dei messaggi presenti nel cellulare del giovane. La famiglia non si è fermata all’aula di tribunale e porta avanti una battaglia sul piano legislativo: una proposta di legge popolare per introdurre il reato di bullismo nel codice penale è recentemente approdata in Cassazione. "La famiglia di Leonardo Calcina auspica che il prosieguo del procedimento consenta di fare piena luce sui fatti", ha dichiarato l’avvocata della famiglia. 

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