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Diventa definitiva la condanna all’ergastolo per Tarik El Ghaddassi, 44 anni, ritenuto responsabile del femminicidio della moglie Ilaria Maiorano, uccisa nella notte tra il 10 e l’11 ottobre 2022 nella loro abitazione a Padiglione di Osimo, in provincia di Ancona.

La Corte di Cassazione ha infatti respinto il ricorso presentato dalla difesa, confermando integralmente le decisioni già assunte nei precedenti gradi di giudizio.

L’udienza si è svolta a Roma in forma scritta e ha sancito in via definitiva la pena dell’ergastolo, già inflitta in primo grado e successivamente confermata dalla Corte d’Appello.

La sentenza della Suprema Corte arriva a distanza di quasi un anno dall’ultimo pronunciamento, mettendo così la parola fine a una vicenda che aveva profondamente scosso l’opinione pubblica.

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini e dei processi, la donna, 41 anni e madre di due bambine, fu brutalmente picchiata dal marito durante la notte. Le violenze, reiterate e particolarmente efferate, la lasciarono agonizzante sul letto, dove venne poi trovata senza vita.

L’uomo, la mattina successiva, uscì di casa per recarsi al lavoro, comportamento che contribuì ad aggravare il quadro accusatorio.

Nel corso del procedimento, l’imputato – assistito dall’avvocato Domenico Biasco – ha sempre sostenuto di non aver avuto l’intenzione di uccidere la moglie. Una versione che non ha però trovato accoglimento nei giudizi di merito, alla luce degli elementi raccolti dagli inquirenti e delle risultanze processuali.

I giudici hanno riconosciuto la sussistenza di diverse aggravanti: dalla crudeltà ai futili motivi, dai maltrattamenti alla presenza delle figlie minorenni al momento dei fatti, fino alla circostanza che l’uomo si trovasse agli arresti domiciliari quando si consumò il delitto.

Parte civile nel processo i familiari della vittima e le due figlie, assistiti dagli avvocati Enrico Ciafardini, Giulia Marinelli e Arianna Benni. La sentenza prevede anche il risarcimento in loro favore, oltre al pagamento delle spese legali.

Con il pronunciamento della Cassazione si chiude definitivamente un caso simbolo di violenza domestica, confermando la massima pena per un delitto che ha lasciato un segno profondo nella comunità e acceso nuovamente i riflettori sul dramma dei femminicidio.

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