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CAMPOBASSO - "Il mio cliente è in stato confusionale, alterna momenti di lucidità a black-out totali. Mi ha confermato che il figlio aveva un coltello con cui lo avrebbe minacciato".
Così, all’ANSA, l’avvocato Massimiliano Baccalà, difensore di Antonio Sciorilli, il dirigente Asl di Lanciano Vasto Chieti che nel primo pomeriggio di domenica scorsa ha ucciso il figlio Andrea di 21 anni a colpi d’ascia.
Il legale ha incontrato di nuovo il suo assistito questa mattina nel carcere di Vasto, dove si trova in attesa dell’udienza di convalida che non è stata ancora fatta. A suo carico l’accusa è di omicidio volontario anche se il capo di imputazione sembra sia ancora provvisorio e possa cambiare.
L’avvocato, poi, puntualizza che a scatenare la lite fatale di domenica non sia stato il rifiuto della vittima ad un posto di lavoro in Emilia-Romagna.
"Non è vero che il litigio fatale sia dovuto al motivo legato al lavoro - ha spiegato -. Nei giorni pregressi, settimane precedenti, c’erano stati dei litigi per il lavoro ma non perché veniva imposto al figlio".
Sul presunto consumo di sostanze stupefacenti, l’avvocato spiega che è un elemento che "non è emerso".
Diretta Samb