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ACQUALAGNA - Federica Pambianchi, la mamma di Riccardo Branchini, dopo la scomparsa del figlio, aveva chiesto di svuotare la diga del Furlo. La risposta in quell’occasione era stata negativa. Poi ha scritto una lettera al Presidente della Regione Francesco Acquaroli per sollecitare nuovamente l’intervento. Vuole che le ricerche siano completate. E che venga fatta luce a 360 gradi, sulla scomparsa del figlio, avvenuta nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 2024. Ora ci sono passo in avanti, La Provincia di Pesaro-Urbino ha rilasciato il nulla osta per lo svuotamento della diga. La Conferenza dei Servizi è in corso, è arrivato anche il parere dei vigili del fuoco. Ma l’iter autorizzativo non è ancora concluso. Lo conferma Elena Fabbri, legale della famiglia Pambianchi, in un video pubblicato per smentire alcune sue dichiarazioni riportare dalla stampa, sul via libera all’operazione.
Il semaforo verde da parte della Regione potrebbe comunque arrivare nel giro di poche settimane. Dalla Provincia fanno sapere che la diga va svuotata entro il mese di maggio, prima che inizi l’estate.
Riccardo quella notte lascio l’auto vicino alla diga del Furlo, con dentro indumenti, cellulare ed effetti personali. Le ricerche, effettuate in due differenti momenti, anche con strumentazione sofisticata. Erano stati utilizzati un sottomarino e un sonar di ultima generazione. Ma non hanno fatto emergere nulla. All’ipotesi del suicidio, che non ha mai trovato riscontro, si è affiancata nel corso del tempo quella di un allontanamento, volontario o forzato. Appelli, segnalazioni, avvistamenti. Ma di Branchini finora nessuna traccia.
Diretta Samb