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Ancona 14 maggio 2026 – AnconAmbiente S.p.A. rinnova per il quarto anno consecutivo la propria presenza a “Tipicità in Blu 2026”, rafforzando un percorso che integra comunicazione ambientale, economia circolare e valorizzazione delle filiere produttive locali, con un focus sempre più marcato sull’intersezione tra green e blue economy.
L’appuntamento, in programma sabato 16 maggio alle ore 18.30 presso Marina Dorica, sarà centrato sul talk–cooking show dal titolo “Dal pescato allo scarto zero: la cucina del riuso, fra economia circolare e identità anconetana”, format che unisce divulgazione, cultura gastronomica e sostenibilità applicata.
L’iniziativa si inserisce in una traiettoria strategica che vede AnconAmbiente sempre più impegnata non solo nella gestione integrata dei rifiuti urbani, ma anche nella promozione di modelli comportamentali orientati alla riduzione dello spreco e, conseguentemente, della produzione di rifiuti.
“Questo progetto rappresenta la maturazione di un percorso che non è più solo comunicazione ambientale, ma costruzione di un modello culturale e produttivo basato sulla circolarità reale delle risorse” – dichiara Antonio Gitto, Presidente di AnconAmbiente – “La sfida oggi è trasformare la sostenibilità da principio astratto a pratica quotidiana. Il lavoro con la filiera ittica e con la ristorazione locale dimostra che il rifiuto organico può diventare una risorsa strategica, capace di generare valore ambientale, economico e sociale. È qui che si incontrano green economy e blue economy: nella capacità di chiudere i cicli e rigenerare il territorio”.
Elemento qualificante dell’edizione 2026 è la sinergia tra tre attori profondamente identitari e radicati nel tessuto economico e sociale del capoluogo dorico:AnconAmbiente, la cooperativa ittica Co.Pe.Mo. e la Trattoria Carotti. Soggetti eterogenei per missione e funzione, ma accomunati da una visione condivisa orientata a trasformare la cultura del riuso in una pratica concreta, misurabile e replicabile. L’integrazione tra gestione dei rifiuti, pesca e ristorazione dà vita a un laboratorio territoriale di economia circolare applicata, in cui il concetto stesso di scarto viene progressivamente superato a favore di un sistema fondato sul recupero, sulla valorizzazione e sulla rigenerazione delle risorse.
Il concept 2026 si inserisce in una traiettoria già tracciata da AnconAmbiente a partire dal 2018, orientata al contrasto dello spreco alimentare e alla diffusione della cultura del riuso in cucina come leva concreta per la riduzione dei rifiuti e la generazione di valore lungo la filiera.
L’approccio è al tempo stesso etico, ambientale, economico e circolare. È etico perché lo spreco alimentare rappresenta una criticità strutturale in un sistema che ambisce a essere più equo e sostenibile. È ambientale perché la riduzione degli sprechi incide direttamente sulla diminuzione dei rifiuti prodotti e sulla pressione sul sistema di raccolta e trattamento. È economico in quanto, laddove una parte delle materie prime diventa inevitabilmente scarto, la corretta raccolta differenziata della frazione organica consente di trasformarla in materia prima seconda, reimmettendola nei cicli produttivi e generando nuovo valore. È infine circolare perché, attraverso i processi di trattamento e compostaggio, gli scarti organici vengono restituiti al territorio sotto forma di compost, fertilizzante naturale che contribuisce a rigenerare i suoli e sostenere nuove produzioni agroalimentari. In questa prospettiva, ciò che non trova più utilizzo diretto in cucina non rappresenta una perdita definitiva, ma una componente attiva di un ciclovirtuoso: un materiale che, se correttamente intercettato e differenziato, rientra nel sistema produttivo e ambientale, contribuendo alla chiusura del cerchio della sostenibilità.
Diretta Samb