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CIVITANOVA MARCHE - Una discarica abusiva di circa 700 metri quadrati, nascosta all’interno dell’area portuale di Civitanova Marche, è stata scoperta nel corso di un’operazione congiunta della Capitaneria di porto, della Guardia di finanza e dei tecnici dell’Arpam. Nell’area, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalle Procure di Macerata e Ancona, erano stati accumulati oltre 2.500 metri cubi di rifiuti speciali provenienti dalla demolizione di imbarcazioni da pesca, insieme a migliaia di litri di carburante e numerosi motori navali sottratti ai regolari circuiti di smaltimento.

L’operazione ha preso avvio dall’analisi dei flussi di pescherecci arrivati negli ultimi mesi nel porto marchigiano per essere demoliti nell’ambito del programma europeo Feampa, il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura. Il piano prevede incentivi economici per i pescatori che decidono di dismettere definitivamente le proprie imbarcazioni, a condizione che le procedure di demolizione e smaltimento dei materiali vengano eseguite nel rispetto delle norme ambientali. Proprio durante i controlli documentali, gli investigatori avrebbero notato diverse anomalie.

Secondo gli accertamenti, la ditta marchigiana finita sotto inchiesta non avrebbe prodotto i formulari obbligatori per tracciare i rifiuti derivanti dalle demolizioni. Parallelamente, le attività di osservazione avrebbero consentito di individuare un sito privato nel quale venivano trasferiti e accumulati componenti meccanici, materiali di scarto e carburante recuperato dagli scafi invece di essere conferiti negli impianti autorizzati. Nel corso della perquisizione, i finanzieri del Reparto operativo aeronavale di Ancona e i militari della Capitaneria hanno sequestrato motori navali provenienti dalle demolizioni più recenti e altri riconducibili a precedenti interventi di smantellamento.

Nell’area erano inoltre presenti veicoli e motocicli abbandonati, oltre a circa 5mila litri di gasolio agevolato detenuto illegalmente. Tra il materiale rinvenuto anche un’anfora ritenuta di possibile interesse archeologico, ora al vaglio degli esperti. Due persone sono state deferite alle Procure competenti con accuse che riguardano la gestione illecita di rifiuti e altre violazioni ambientali e fiscali. Gli investigatori stanno ora approfondendo eventuali irregolarità legate all’accesso ai contributi europei previsti dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura.

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