Union Brescia-Ascoli nel segno di Mazzone
Foto Lega Pro
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La finale playoff che forse non avrebbe mai voluto. Perché Carlo Mazzone, romano di nascita e ascolano di adozione, ai bianconeri e al Brescia ha regalato un bel pezzo di vita. Raccogliendo soddisfazioni nelle Marche (le più grandi), ma anche in Lombardia.

Con il Picchio da giocatore prima (oltre 200 presenze negli anni Sessanta, quasi tutte da capitano) e allenatore poi, quando Mazzone ha intrapreso la nuova carriera, grazie al presidentissimo Costantino Rozzi. E fu un successo: due promozioni in tre anni, Ascoli accompagnato dalla C alla Serie A.

Brescia, invece, è un amore sbocciato più tardi per Mazzone (morto nell’agosto 2023). Ma un amore intensissimo. Sor Carletto si è accomodato sulla panchina delle Rondinelle dal 2000 al 2003, presidente era Luigi Corioni. Convinse Roberto Baggio a vestire la maglia dei lombardi, dove sbarcarono anche Luca Toni e Pep Guardiola.

Ebbene il Brescia di Mazzone – di lì è passato pure Andrea Pirlo – conquistò una serie record di quattro salvezze consecutive e nel 2001 sfiorò la qualificazione alla Coppa Uefa. Quello fu anche l’anno del celebre derby con l’Atalanta, della rimonta dall’1-3 al 3-3, al Rigamonti, e della corsa matta di Mazzone sotto la curva occupata dai tifosi bergamaschi.

Adesso, da lassù, Carletto – celebrato sui canali ufficiali della Lega Pro, all’antivigilia della finale di andata di martedì sera – si godrà lo spareggio che vale la B tra Ascoli e Brescia.


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