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ANCONA - L’area compresa tra la SS76 della Val d’Esino, l’autostrada A14, il porto di Ancona, l’aeroporto “Raffaello Sanzio” e l’Interporto delle Marche si conferma uno dei principali nodi logistici del versante adriatico centrale, strategico per i traffici merci regionali, nazionali e internazionali. È quanto emerge dallo studio “Valutazione degli impatti della struttura intermodale Interporto Marche Spa e del polo Amazon sulla viabilità locale”, commissionato da Interporto Marche Spa alla società Sintagma e presentato oggi nella sede della Regione Marche.

L’analisi è stata sviluppata sulla base di rilievi sul traffico effettuati nel 2020, utilizzando dati reperiti dalla documentazione ufficiale disponibile presso la pubblica amministrazione, e nel 2026 attraverso rilevamenti diretti, integrati con informazioni fornite da ANAS e da Autostrade per l’Italia. I dati raccolti sono stati elaborati mediante software avanzati di modellazione dinamica, capaci di simulare il comportamento della rete stradale sia nello scenario attuale sia nei diversi scenari di sviluppo logistico previsti per l’area.

Alla presentazione hanno partecipato l’assessore regionale a Porti, Aeroporto e Interporto Giacomo Bugaro, il presidente di Interporto Marche Spa Massimo Stronati, il tecnico di Sintagma e referente dello studio Riccardo Berti Nulli e il direttore del Dipartimento Infrastrutture della Regione Marche Nardo Goffi.

Lo studio è stato commissionato per valutare gli effetti dell’attivazione del nuovo polo logistico Amazon e del completamento dell’Interporto sul sistema infrastrutturale dell’area vasta anconetana. Il nuovo insediamento Amazon, la cui entrata in funzione è prevista per luglio 2026, si sviluppa su oltre 66 mila metri quadrati coperti, pari a circa 240 mila metri quadrati di superficie calpestabile, all’interno dell’area adiacente all’Interporto di Jesi, che nel suo complesso prevede uno sviluppo logistico superiore ai 106 mila metri quadrati.

Secondo i risultati dell’indagine, il traffico nell’area presenta i consueti picchi nelle ore lavorative, ma nel complesso rimane sostanzialmente stabile rispetto ai dati del 2020, con un incremento limitato al 4% e valori assoluti considerati marginali. Le simulazioni effettuate in vista dell’apertura del polo logistico indicano inoltre che il suo impatto sulla viabilità locale non produrrà ripercussioni percepibili. La rete infrastrutturale esistente risulta infatti in grado di sostenere l’avvio della nuova struttura, pur evidenziando la necessità di programmare interventi di ottimizzazione e potenziamento in una prospettiva di lungo periodo.

Secondo lo studio, tali esigenze non derivano direttamente dal nuovo insediamento logistico, ma da dinamiche di traffico già presenti sul territorio e legate ad altri fattori di sviluppo. Per questo motivo il documento propone una serie di azioni articolate su diversi orizzonti temporali: misure immediate per la regolazione dei flussi logistici, tra cui la realizzazione di parcheggi buffer destinati ad alleggerire il traffico; interventi di breve periodo per migliorare il nodo A14-SS76 in corrispondenza di Ancona Nord, nell’ambito del progetto denominato “Ultimo Miglio”; e scenari di medio-lungo termine finalizzati a rafforzare l’accessibilità dell’intera area anconetana, tra cui l’ipotesi di un nuovo casello autostradale ad Ancona Centro. Lo studio evidenzia invece la limitata utilità della prevista bretella di collegamento tra l’area interportuale e il casello di Montemarciano.

“I risultati di questo studio confermano la validità del percorso di programmazione avviato lo scorso febbraio insieme a Interporto Marche – ha dichiarato l’assessore Giacomo Bugaro –. Avevamo chiesto a Sintagma il massimo rigore per poter contare su dati indipendenti e oggi gli elementi emersi dimostrano che lo sviluppo del polo intermodale di Jesi, che integra la piattaforma interportuale con il nuovo insediamento Amazon, potrà avvenire in un quadro di sostenibilità della viabilità. Questo documento rappresenta una bussola strategica per la Regione Marche e indica con chiarezza dove concentrare le priorità infrastrutturali e dove, invece, non è opportuno impiegare risorse pubbliche”.

Sulla stessa linea il presidente di Interporto Marche Spa, Massimo Stronati, che ha sottolineato come lo studio costituisca “uno strumento importante di conoscenza e programmazione, capace di fornire alle amministrazioni indicazioni preziose per garantire sostenibilità infrastrutturale e capacità competitiva del territorio”.

Le analisi contenute nel documento sono state messe a disposizione delle istituzioni e degli enti competenti per contribuire alla definizione delle future politiche infrastrutturali e logistiche regionali. Nel pomeriggio lo studio è stato illustrato anche ai sindaci dei comuni della Vallesina, invitati nella sede della Regione Marche per approfondire i risultati e le prospettive di sviluppo delineate dall’indagine.
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