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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ex candidato sindaco del centrosinistra Giorgio Fede non entrerà in consiglio comunale. Il parlamentare del Movimento 5 Stelle ha infatti rinunciato al seggio consiliare prima ancora della prima seduta dell’assise, prevista per il prossimo sabato, aprendo così la strada alla surroga di Fabrizio Leone della lista “Cambia San Benedetto”.
La decisione è stata formalizzata venerdì con il deposito in Comune della rinuncia all’elezione, un passaggio che avrebbe colto di sorpresa gran parte della coalizione, già riunitasi in serata per un’analisi del voto e delle prospettive politiche dopo la recente tornata elettorale.
Secondo quanto trapelato, l’ingresso in Consiglio comunale di Fede non era mai stato dato per scontato in caso di sconfitta elettorale, ma ci si aspettava comunque la sua presenza almeno nella seduta inaugurale. La scelta di anticipare la rinuncia ha invece accelerato i tempi della surroga e alimentato tensioni interne al centrosinistra.
Nel nuovo assetto dell’assise, il seggio verrà dunque attribuito a Fabrizio Leone, che subentrerà ufficialmente con l’avvio dei lavori consiliari e l’inserimento del punto all’ordine del giorno.
La decisione del parlamentare ha generato reazioni critiche all’interno della coalizione che lo aveva sostenuto. Diversi esponenti di Partito Democratico, civiche e Alleanza Verdi e Sinistra avrebbero espresso perplessità per una scelta ritenuta non condivisa e arrivata a pochi giorni dall’insediamento del Consiglio.
Lo stesso Fede ha motivato la sua rinuncia con una scelta di responsabilità legata al doppio ruolo istituzionale. «Ritengo doveroso dimettermi, è una scelta di responsabilità – ha spiegato –. Il progetto iniziale a cui avevamo lavorato era quello di mettere ogni energia per la guida della città, rinunciando al ruolo parlamentare. Oggi, mantenere contemporaneamente il ruolo parlamentare e quello di consigliere di minoranza significherebbe dedicare metà del tempo a entrambi, senza poter essere pienamente efficace».
Il parlamentare ha inoltre sottolineato come l’esperienza di altri rappresentanti istituzionali che hanno ricoperto contemporaneamente incarichi a livello nazionale e locale non sempre abbia garantito una presenza costante sul territorio. «Credo sia più utile alla collettività cittadina avere un parlamentare della città a Roma, che faccia da raccordo tra territorio e Parlamento, portando avanti le istanze locali a livello nazionale, pur continuando a sostenere il lavoro dell’opposizione cittadina con la nostra squadra», ha aggiunto.
Nonostante la rinuncia al seggio, Fede ha assicurato il proprio sostegno politico alla coalizione di opposizione, pur senza presenza fisica in aula consiliare.
La vicenda si inserisce in un clima politico già teso all’interno del centrosinistra sambenedettese, emerso anche durante la riunione di venerdì sera dedicata all’analisi del voto. In quella sede non sono mancate critiche e riflessioni sulla gestione della campagna elettorale e sui rapporti interni alla coalizione.
In particolare, alcune forze politiche hanno evidenziato differenze di visione e strategie non sempre condivise, mentre il Partito Democratico ha ribadito la tenuta del proprio risultato elettorale, così come il Movimento 5 Stelle, pur in un contesto di consenso inferiore rispetto ad altre consultazioni regionali.
Resta il fatto che, tra i principali protagonisti della competizione per la guida della città, nessuno dei potenziali candidati originari siederà in Consiglio comunale nella nuova consiliatura: Giorgio Fede non prenderà parte ai lavori, Marco Giobbi del PD non si era candidato, mentre l’unico a mantenere il seggio sarà il rappresentante dei Verdi Paolo Canducci.
Uno scenario che segna un ulteriore elemento di ridefinizione degli equilibri politici locali all’interno dell’opposizione.
Diretta Samb