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Il silenzio pesa più delle parole nella chiesa di San Pio X, a Porto Sant’Elpidio, quando la comunità si raccoglie per l’ultimo saluto a Ettorina e Romano, madre e figlio, vittime dell’esplosione della palazzina di via Trentino. Fuori il quartiere di Marina Picena resta sospeso, dentro si consuma un addio composto e profondo.
A celebrare la funzione è l’arcivescovo Rocco Pennacchio, insieme ai parroci del territorio, davanti a una chiesa gremita. «Oggi presentiamo a Dio il nostro dolore», dice, ricordando la tragedia che ha attraversato l’intera città.
In prima fila i familiari, con Gionata ed Elisabetta, figli di Ettorina, e i nipoti. Accanto a loro le istituzioni: prefetto, presidente della Provincia, sindaco e giunta comunale, oltre a rappresentanti regionali e sanitari e al direttore generale dell’Ast.
A segnare in modo indelebile quei giorni restano le immagini dei vigili del fuoco, presenti anche durante il rito con le divise e le strisce gialle. Sono stati loro a tentare ogni possibile intervento sotto le macerie, riuscendo a salvare Romano, ma senza poter evitare l’esito della tragedia.
Nell’omelia l’arcivescovo invita la comunità a non restare sola nel dolore: «La fede è sostegno reciproco, non abbandono. Se io non ce la faccio, un altro mi aiuterà».
Giovedì alle ore 10, nella stessa chiesa di San Pio X a Porto Sant’Elpidio, si terranno i funerali di Giuseppe Pieroni, terza vittima della drammatica esplosione di via Trentino.
Anche in questa occasione è attesa una grande partecipazione di cittadini e istituzioni.

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