Condividi:
La Procura della Repubblica di Rimini riceverà la prossima settimana l’elaborato medico-legale definitivo sulla morte di Matteo Bradimarti, l’undicenne di San Benedetto del Tronto deceduto dopo esser stato risucchiato nella piscina dell’hotel Duca di Montefeltro di Pennabilli. La relazione, completata dagli esami istologici disposti nelle scorse settimane, dovrà confermare in maniera definitiva la causa del decesso, finora ricondotta all’annegamento conseguente all’intrappolamento del bambino nella vasca idromassaggio della struttura.
L’ACCERTAMENTO NON IRRIPETIBILE
Intanto l’inchiesta per omicidio colposo prosegue con gli elementi emersi dall’accertamento tecnico non irripetibile disposto dalla magistratura e svolto direttamente nella spa dell’albergo dove si verificò la tragedia. L’obiettivo delle prove era verificare la forza di aspirazione della bocchetta nella quale rimase bloccata la gamba del bambino. Per effettuare i test, il foro è stato prima ostruito con una sfera e successivamente con una piastra metallica. Attraverso specifiche strumentazioni tecniche, tra cui dinamometro, flussimetro e misuratori di pressione, è stata calcolata la forza necessaria per staccare i dispositivi dalla bocchetta.
LA FORZA DI ASPIRAZIONE
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbe stata necessaria una forza superiore agli 80 chili per vincere l’aspirazione generata dall’impianto. Un dato che gli investigatori considerano particolarmente significativo nella ricostruzione della dinamica dell’incidente. Le prove sono state eseguite dalla consulente incaricata dal tribunale, Rossana Prola, esperta del settore piscine a livello nazionale ed europeo, alla presenza dei consulenti delle parti coinvolte nell’indagine e dei tecnici autorizzati dalla Procura. Presente per la famiglia Brandimarti il perito Gianfranco Sistelli. Tra gli aspetti al centro degli approfondimenti investigativi vi è anche l’assenza della griglia di protezione sulla bocchetta di aspirazione, elemento che avrebbe consentito alla gamba del bambino di essere risucchiata all’interno del foro. Una circostanza sulla quale gli inquirenti stanno concentrando particolare attenzione per accertare eventuali responsabilità. Nel corso del sopralluogo sono state inoltre effettuate nuove misurazioni della vasca, che presenta una profondità di circa 80 centimetri. Sarà la perizia medico-legale definitiva a fornire un ulteriore tassello nell’inchiesta, consentendo agli investigatori di consolidare il quadro tecnico e scientifico sulle cause che hanno portato alla morte del piccolo Matteo. Tre gli indagati.
Diretta Samb