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Youssouf aveva 33 anni, era originario della Costa d’Avorio e viveva a Teramo, dove negli anni aveva trovato lavoro e costruito il proprio percorso di integrazione. Quel progetto di vita si è interrotto tragicamente nel cantiere dell’Anello dei Sibillini, dove era impegnato come operaio nel grande progetto infrastrutturale che punta a realizzare quello che viene definito il primo acquedotto antisismico d’Europa. L’incidente si è verificato nell’area del lago di Gerosa, in località Bussonico, nel territorio di Montefortino. Secondo una prima ricostruzione, il giovane sarebbe stato colpito dalla benna di un escavatore durante alcune operazioni di lavoro. Un impatto violentissimo che non gli ha lasciato scampo. Immediata la richiesta di aiuto, ma all’arrivo dei sanitari del 118 ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile. Sul posto sono intervenuti anche le forze dell’ordine e gli organi competenti, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità. Arrivato in Italia nel 2015, Youssouf viveva da anni a Teramo in un appartamento messo a disposizione dalla Caritas diocesana insieme ad altri due connazionali, tutti regolarmente occupati. La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione nella comunità teramana. Amici e conoscenti lo ricordano come un ragazzo serio, educato e sempre disponibile. Dolore anche tra gli operatori della Caritas che lo avevano accompagnato nel suo percorso di inserimento. Una tragedia che riporta ancora una volta l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e che lascia nel dolore una comunità che oggi piange un giovane arrivato in Italia con la speranza di costruire una vita migliore.
Diretta Samb