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Si apre uno spiraglio nella vertenza Electrolux dopo il tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’azienda ha annunciato la sospensione per circa 50 giorni del piano industriale che prevedeva interventi su esuberi e possibili chiusure, dichiarando la volontà di non procedere con azioni unilaterali e di avviare un dialogo con istituzioni e parti sociali.

La decisione è maturata nel corso dell’incontro al Mimit, dove il governo ha chiesto all’azienda di fermare le iniziative annunciate e di aprire immediatamente una trattativa strutturata. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sollecitato un confronto ravvicinato e continuativo, finalizzato alla costruzione di un nuovo piano industriale condiviso.

L’obiettivo indicato dall’esecutivo è arrivare a una proposta sostenibile fondata su investimenti, innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell’occupazione, garantendo prospettive industriali e produttive ai siti italiani. Secondo quanto emerso dal tavolo, la sospensione del piano rappresenta un primo passo, ma non un ritiro definitivo. L’azienda ha manifestato disponibilità a discutere misure condivise nel quadro del confronto ministeriale.

Sul fronte sindacale, la Uilm definisce lo stop un primo risultato utile, pur sottolineando che la situazione non è ancora risolta. Il sindacato parla di “cauto ottimismo” e annuncia assemblee nei luoghi di lavoro per condividere con i lavoratori un percorso negoziale che possa portare a soluzioni alternative rispetto alle ipotesi iniziali di ridimensionamento. Più netta la posizione dell’Usb, che pur prendendo atto del cambio di atteggiamento dell’azienda mantiene una forte diffidenza. Anche la Fiom-Cgil, valuta positivamente la sospensione del piano considerandola una risposta alle richieste avanzate da sindacati, lavoratori e istituzioni locali.

La segretaria nazionale e responsabile del settore elettrodomestico Barbara Tibaldi, sottolinea che l’azienda ha rinunciato per ora a procedere con azioni unilaterali, condizione ritenuta fondamentale per l’avvio del confronto, pur chiarendo che non si tratta di un ritiro del piano. Per il sindacato resta necessario costruire una soluzione strutturale che garantisca la salvaguardia occupazionale e il rilancio del settore dell’elettrodomestico in Italia, attraverso investimenti, innovazione di prodotto e il coinvolgimento di Governo e Regioni.

Dopo le assemblee negli stabilimenti, sarà il mandato dei lavoratori a guidare la fase negoziale con l’azienda. Dal governo arriva infine la disponibilità a sostenere il percorso con strumenti adeguati, in collaborazione con parti sociali e territori, per trasformare la sospensione in un accordo industriale duraturo che garantisca stabilità produttiva e occupazionale agli stabilimenti Electrolux nel Paese.

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