Condividi:
Aveva prenotato un albergo per ospitare quattro operai impegnati in un cantiere nel Camerinese, ma dietro quell’offerta si nascondeva una truffa ben orchestrata. Al termine di una complessa indagine informatica e bancaria, i carabinieri della stazione di Pioraco hanno denunciato alla Procura della Repubblica un cittadino romeno di 41 anni, residente ad Agugliano, in provincia di Ancona, con l’accusa di truffa.
L’inchiesta è partita dalla denuncia presentata da un 35enne di Recanati, dipendente di un’impresa edile maceratese. L’uomo, dovendo trovare una sistemazione per quattro operai impegnati per tre settimane nella zona di Camerino, aveva individuato attraverso Google Maps un hotel di Castelraimondo che sembrava rispondere alle esigenze dell’azienda.
Lo scorso 10 giugno il dipendente ha contattato il numero fisso della struttura, concordando con quello che riteneva essere il gestore il soggiorno al costo di 30 euro al giorno per ciascun lavoratore, per una spesa complessiva di 2.772 euro, Iva inclusa, da versare anticipatamente. Due giorni dopo le parti hanno proseguito i contatti su WhatsApp per definire gli ultimi dettagli. Il presunto albergatore ha richiesto i documenti degli operai e i dati dell’impresa, inviando successivamente una fattura apparentemente regolare con le coordinate bancarie per il pagamento. L’azienda ha quindi effettuato un bonifico istantaneo dell’intero importo.
Nel pomeriggio dello stesso giorno, però, il presunto gestore ha inviato una fotografia che ritraeva un contatore elettrico danneggiato, sostenendo che la struttura fosse rimasta senza corrente a causa di un principio d’incendio. Con il pretesto dei lavori di ripristino ha preso tempo, assicurando che, qualora il guasto non fosse stato risolto prima dell’arrivo degli operai, avrebbe emesso una nota di credito provvedendo al rimborso della somma versata.
Dopo aver mantenuto i contatti fino al 13 giugno, l’uomo è però sparito, interrompendo ogni comunicazione e risultando irreperibile sia telefonicamente sia sulle applicazioni di messaggistica.
Le successive verifiche svolte dai carabinieri hanno consentito di ricostruire il meccanismo della truffa. Il numero fisso dell’albergo, pur apparendo italiano, era gestito attraverso un servizio di reindirizzamento VoIP a pagamento. Il conto corrente sul quale era stato accreditato il bonifico risultava invece aperto presso un istituto di credito con sede in Lituania. Gli investigatori hanno inoltre accertato che l’hotel era chiuso dal 24 marzo scorso in seguito a uno sfratto esecutivo.
L’incrocio degli elementi raccolti, tra dati telematici e accertamenti bancari, ha permesso di identificare il presunto responsabile. Secondo gli investigatori, il quarantunenne avrebbe continuato a gestire i canali digitali della vecchia attività ricettiva pur non avendone più alcun titolo, inducendo in errore i clienti e incassando i pagamenti. Per questo è stato denunciato all’autorità giudiziaria con l’accusa di truffa.
Diretta Samb