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Qui la nota stampa della società del presidente Rossano Romiti.
Negli ultimi anni sportivi in maglia Yuasa sono arrivati giocatori con un bagaglio interessante e ricco di numeri, statistiche e categorie, ma anche altri che arrivano con una bella storia in spalla. Una storia fatta di talento precoce, di salite e discese, di obiettivi raggiunti e di altri ancora da inseguire.
La Yuasa Battery Grottazzolina affida la seconda linea a Davide Luigi Russo, libero nato nel cuore del Salento e reduce da un biennio che lo ha consacrato come uno dei protagonisti più affidabili del panorama nazionale.
Un percorso importante, quello vissuto a Sorrento, che presenta più di un punto di contatto con la realtà grottese. Due piazze lontane geograficamente ma accomunate dalla capacità di costruire qualcosa di grande partendo da dimensioni apparentemente piccole. E con la maglia sorrentina Russo ha vissuto due stagioni intense e ricche di soddisfazioni. La prima culminata con una storica cavalcata in Serie A3, chiusa addirittura con un clamoroso triplete fatto di vittoria del campionato, di Coppa Italia e Supercoppa. La seconda vissuta in Serie A2, dove la neopromossa Sorrento è riuscita a conquistare una salvezza tutt’altro che scontata, confermando sul campo tutto il proprio valore, salvo poi dover rinunciare forzatamente all’iscrizione per l’insufficiente capienza del proprio impianto di gioco.
E non è un caso che, quando il nome di Grottazzolina ha iniziato a farsi strada nelle sue riflessioni sul futuro, il richiamo sia stato immediato. “Mi piacciono molto le piccole realtà. In quel piccolo io vedo qualcosa di molto più grande: valori, appartenenza, sacrificio e la capacità di raggiungere obiettivi sui quali magari nessuno avrebbe scommesso. È nelle piccole realtà che trovi cuori pieni di tenacia, pronti a lottare fino alla fine”. Parole che sembrano descrivere perfettamente anche la storia recente della Yuasa Battery. “Questo è quello che ho avuto la fortuna di vivere a Sorrento e che sono abbastanza certo di ritrovare anche a Grottazzolina”.
Classe 2001, Russo è ancora giovanissimo, ma la sua carriera racconta già molto. Soprattutto perché il suo debutto in Serie A arrivò quando aveva appena quattordici anni, nella sua terra d’origine. Un talento che si fece notare prestissimo, tanto da attirare ben presto le attenzioni della massima serie. Poi, come spesso accade nello sport, ci sono momenti in cui ci si ritrova costretti a fermarsi, ricostruire e ripartire. Ed è proprio questo che rende ancora più interessante la sua storia. “Io sono un ragazzo semplice e solare, nato con un pallone da pallavolo tra le mani e con un sorriso sul volto. Più riesco a divertirmi in campo e meno palloni cadranno a terra. Se c’è da combattere si combatte, senza se e senza ma. Però un sorriso, nel mentre, vorrei che non mancasse mai”.
Un’identità chiara, dentro e fuori dal campo, ma dietro quel sorriso c’è anche una forte determinazione. Mai come oggi Russo sembra avere davanti a sé un obiettivo preciso: “La Superlega è la ragione principale che mi ha portato qui. Io ci sono arrivato molto presto, poi per diversi motivi ho dovuto lasciarla andare. Grottazzolina, invece, dopo due anni si ritrova un gradino più in basso. È qui che nasce il primo legame con questa società: la voglia di riscatto, il desiderio di tornare nell’Olimpo”.
Una motivazione che si sposa perfettamente con quella di una società chiamata a rialzarsi dopo la retrocessione. Perché il campionato di Serie A2 che attende la Yuasa Battery sarà lungo, complesso e pieno di insidie. Russo, però, preferisce guardare alle cose essenziali. “Sarei un bugiardo se dicessi di aver seguito il mercato dell’A2. Una cosa importante da sapere su di me è che io non seguo la pallavolo o lo sport in generale. Preferisco viverlo”. Una frase che racconta bene il suo modo di interpretare il mestiere. “Se si ha in testa un obiettivo come la Superlega ci sarà sicuramente da lavorare tanto. Bisognerà restare sul pezzo e soprattutto viaggiare tutti insieme nella stessa direzione”.
Alcuni dei suoi nuovi compagni li ha già incontrati da avversario nell’ultimo campionato, altri li scoprirà giorno dopo giorno: “So che è stato costruito un gruppo per poter fare bene. Per adesso mi basta questo”.
La sensazione è che a Grottazzolina arrivi un giocatore nel pieno della propria maturazione tecnica e personale. Un atleta che conosce la categoria, che sa cosa significa vincere e che ha imparato anche quanto possano essere preziose le difficoltà. E quando si parla dell’ambiente che lo aspetta, il suo pensiero corre inevitabilmente ai tifosi, che hanno vissuto la delusione della retrocessione ma che hanno anche la dannata voglia di tornare ad entusiasmarsi: “Ai miei nuovi tifosi voglio dire solo questo: le sconfitte fanno male, le retrocessioni fanno male e a volte fa male anche la vita. Ma siamo tutti ancora qui, pronti a ripartire, e scenderemo in campo con la speranza viva che dagli spalti avremo sempre la nostra gente su cui poter contare”. Una frase semplice, ma potente. Perché in fondo è proprio da qui che ricomincia ogni storia sportiva.
Diretta Samb