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Per la prima volta in Abruzzo è stato eseguito all’ospedale di Pescara un complesso intervento di ricostruzione oculare che ha previsto l’impianto combinato di un’iride artificiale di nuova generazione e di una lente intraoculare a fissazione sclerale modello Carlevale. L’operazione è stata effettuata dall’équipe di Oculistica diretta da Michele Marullo su un paziente che aveva riportato un grave trauma aperto sclero-corneale, con la perdita completa del cristallino e dell’iride.
Il percorso terapeutico si è sviluppato in due momenti distinti. Subito dopo il trauma, i medici sono intervenuti d’urgenza per riparare le lesioni e mettere in sicurezza il bulbo oculare. Solo dopo diversi mesi, una volta raggiunta la completa stabilità dell’occhio, è stato possibile programmare il delicato intervento di ricostruzione, con l’obiettivo di recuperare sia la funzionalità visiva sia l’aspetto estetico.
L’iride artificiale è stata realizzata su misura per il paziente, riproducendo fedelmente il colore e le caratteristiche anatomiche dell’occhio sano. L’impianto consente di ridurre il forte abbagliamento causato dall’assenza dell’iride e, allo stesso tempo, di restituire un aspetto naturale all’occhio.
L’intervento è stato reso ancora più complesso dalla necessità di correggere contemporaneamente l’afachia, ovvero l’assenza del cristallino. Per questo motivo i chirurghi hanno impiantato una lente intraoculare a fissazione sclerale modello Carlevale, soluzione che permette di ripristinare la funzione visiva anche nei casi più complessi.
L’équipe operatoria era composta, oltre che dal responsabile Michele Marullo, da Gianluca Lapi, con il supporto delle infermiere di sala operatoria Flavia Di Memmo e Veronica Mezzaluna, coordinate dalla coordinatrice infermieristica Adriana Mazzocchetti.
Con questo intervento l’Unità operativa di Oculistica dell’ospedale di Pescara amplia le possibilità di trattamento dei traumi oculari più gravi, confermando l’elevato livello di specializzazione raggiunto nella chirurgia ricostruttiva dell’occhio grazie all’impiego di tecnologie biomediche di ultima generazione
Diretta Samb