Condividi:
Dal Teatro dell’Aquila di Fermo al Ventidio Basso di Ascoli Piceno, passando per Jesi, Macerata, Offida e San Severino Marche: dieci gioielli dell’Italia centrale inseriti nella Lista del Patrimonio mondiale. Acquaroli: “Un risultato storico, frutto di un grande lavoro di squadra”
I teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo entrano ufficialmente nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco. Un riconoscimento che premia un modello culturale nato nell’Italia centrale e che ha visto protagoniste, in particolare, le Marche, promotrici della candidatura insieme al Ministero della Cultura e alle Regioni Umbria ed Emilia-Romagna.
La decisione è arrivata durante la 48esima sessione del Comitato del Patrimonio mondiale dell’Unesco, riunito a Busan, in Corea del Sud. Con questa nuova iscrizione salgono a 62 i beni italiani riconosciuti dall’organizzazione internazionale, confermando il primato del nostro Paese.
Al centro del riconoscimento c’è una particolare forma di teatro nata dalla partecipazione diretta delle comunità locali: cittadini che non erano solo spettatori, ma anche proprietari e gestori degli edifici. Veri e propri luoghi di aggregazione sociale, capaci per oltre due secoli di custodire identità, tradizioni e cultura nei piccoli centri dell’Italia centrale.
Questi i teatri inseriti nel patrimonio Unesco:
Teatro Angelo Mariani di Sant’Agata Feltria
Teatro Pergolesi di Jesi
Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno
Teatro Serpente Aureo di Offida
Teatro dell’Aquila di Fermo
Teatro Lauro Rossi di Macerata
Teatro Feronia di San Severino Marche
Teatro Gentile da Fabriano di Fabriano
Teatro Bramante di Urbania
Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto
Un riconoscimento che coinvolge dunque gran parte del territorio marchigiano e che valorizza un patrimonio architettonico e culturale diffuso, fatto di sale storiche, decorazioni artistiche e una tradizione civica unica nel panorama internazionale.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha parlato di “orgoglio e soddisfazione”, sottolineando come i teatri condominiali rappresentino “centri vitali di fruizione culturale, identità e coesione sociale per le comunità che li custodiscono”.
La candidatura è stata fortemente sostenuta dalla Regione Marche. Il presidente Francesco Acquaroli ha definito l’inserimento nella lista Unesco “un risultato storico”.
Un riconoscimento che, secondo Acquaroli, premia anche la collaborazione tra istituzioni, comuni e comunità locali.
Diretta Samb