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ASCOLI - Domenica il corteo della Quintana si arricchirà della presenza delle cinque nobildonne del gruppo comunale, che con il loro fascino incanteranno il pubblico. Tra loro ci sarà anche Arianna Guerrieri, medico di medicina generale, che per un giorno lascerà il camice per indossare i preziosi abiti della Quintana, come nobildonna del quartiere di San Giacomo. Per lei sarà un debutto speciale, vissuto con emozione e senso di appartenenza.
“È sicuramente un’emozione particolare – racconta –. Ho sempre guardato la Quintana con ammirazione e quest’anno poterla vivere dall’interno è un privilegio. Non vedo l’ora di lasciarmi trasportare dall’atmosfera che rende questa manifestazione così unica”. Un’esperienza che assume anche un profondo valore personale. Il pensiero corre infatti ai nonni e, in particolare, alla nonna Cecilia, scomparsa solo pochi giorni fa. “La porterò nel cuore per tutta la giornata. Mi sarebbe piaciuto condividere con lei questo momento, perché so quanto sarebbe stata felice di vedermi prendere parte alla Quintana”. Un ricordo che si intreccia con quello del nonno Sandro: “San Giacomo era il quartiere dove è cresciuto da bambino e a cui era tanto legato. Questo rende tutto ancora più speciale e dà a questa giornata un significato ancora più profondo per me”.
Per la giovane professionista ascolana, il passaggio dal camice all’abito rinascimentale rappresenta molto più di un semplice cambio di veste: è l’occasione per vivere da protagonista una tradizione che sente profondamente sua. “Mi auguro di vivere tutto con serenità. La Quintana è molto più di una rievocazione storica perché custodisce l’identità di Ascoli e continua a unire generazioni diverse. Essere la nobildonna del Comune in un evento così sentito è per me un grande onore e un modo per mantenere vivo un patrimonio che appartiene a tutta la città”.
Diretta Samb