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Tornano in libertà, con una misura meno restrittiva, le due educatrici di 53 e 60 anni coinvolte nell’inchiesta sui presunti maltrattamenti ai danni di alcuni bambini di una scuola dell’infanzia dell’Anconetano. Il gip Carlo Masini ha accolto le richieste delle difese, sostituendo gli arresti domiciliari con l’obbligo di dimora nel Comune di residenza.

Secondo il giudice, le esigenze cautelari possono essere garantite anche con una misura meno afflittiva, considerando inoltre che la struttura privata al momento non è operativa e che una delle due insegnanti si è autosospesa dal servizio.

Le due educatrici, assistite dagli avvocati Italo D’Angelo e Francesco Napolitano, continuano a respingere le accuse. Le difese stanno ora analizzando il materiale raccolto dagli investigatori, tra cui registrazioni video e audio, per ricostruire gli episodi contestati.

L’inchiesta era partita dopo le segnalazioni su presunte condotte ritenute vessatorie nei confronti di alcuni bambini, in particolare quelli considerati più difficili da gestire. Le accuse avevano portato all’applicazione del codice rosso e alla misura cautelare degli arresti domiciliari lo scorso 24 luglio.

Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda. Le due donne restano indagate e, come previsto dalla legge, sono da considerarsi presunte innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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