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SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Una nota del presidente del Circolo dei Sambenedettesi Gino Troli.

La notizia oggi della scomparsa improvvisa di Marcello Sgattoni, grande artista e punto di riferimento della cultura e della tradizione sambenedettese, ha colpito dolorosamente tutti noi del Circolo dei Sambenedettesi, di cui Marcello è stato Socio ad Honorem, stretti a lui da sempre con un vincolo di amicizia e riconoscenza.

Cosa ha rappresentato Marcello Sgattoni per la nostra città è cosa nota a tutti perché la cifra più importante e distintiva del suo magistero artistico è stata quella di voler parlare a chiunque, di lasciare ad ognuno il suo messaggio artistico che nasceva da una vera anima popolare che toccava il sentimento di tutti attraverso la verità del suo cimento quotidiano con il linguaggio con cui uomo e natura si parlano e si intendono.

Sgattoni ci lascia un patrimonio straordinario di opere d’arte ancora fortemente legate alle radici della cultura marinara: allievo di un artista altrettanto grande e fondatore del Circolo dei Sambenedettesi, Armando Marchegiani, ne ha proseguito il rapporto profondo con San Benedetto e la sua civiltà del Mare. Vogliamo citare l’opera posta all’entrata del Museo al Mercato Ittico, la famiglia marinara che dialoga in maniera perfetta con la Sacra Famiglia evangelica.

O la Casa del Vento a piazza Piacentini che resterà a dare eternità alla poetica artistica di Marcello, oppure le sue profonde interpretazioni della libertà e della Resistenza nella confluenza tra Viale Moretti e via Paolini. Segni straordinari che un artista vero del Novecento ha lasciato a tutti noi per non perdere il senso di umanità che in lui era innato e palpitante.

Ci sono però anche ricordi tristi come quello che lo ha visto relegato per la sua ultima mostra al Cinema delle Palme e non celebrato come si doveva alla Palazzina Azzurra e in spazi più consoni alla sua grandezza.

Il Circolo gli dedicherà una giornata in memoria perché di Marcello rimarrà nel ricordo della città come l’artista del suo popolo, l’anima pura del sentimento che ci accomuna di figli di generazioni che tra dolore e amore hanno costruito la città di oggi.

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