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TOLENTINO - La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per Nikollaq Hudhra il 56enne albanese accusato di aver ucciso a coltellate l’ex moglie Gentiana Kopili il 14 giugno dello scorso anno a Tolentino. La vittima aveva 45 anni. A breve dovrà essere fissata l’udienza preliminare. La coppia era separata dal 2021. Hudhra si era trasferito a Passignano sul Trasimeno dove lavorava come bracciante agricolo mentre Gentiana era rimasta a Tolentino con i due figli e lavorava come badante.

Quel giorno l’uomo aveva raggiunto la città a bordo della sua Ford Focus grigia. Dopo aver parcheggiato aveva proseguito in monopattino verso l’ex moglie con un coltello nascosto nella salopette. All’altezza del parco di viale Benadduci si era scagliato contro la donna colpendola diciassette volte al collo alla schiena al tronco e a un braccio. Quando Gentiana era caduta a terra l’uomo le aveva sferrato anche un calcio al volto. Poi si era seduto su una panchina di fronte al corpo aspettando l’arrivo dei carabinieri.

Nel corso degli interrogatori aveva sostenuto di aver agito perché convinto che l’ex moglie avvelenasse lui e i figli attraverso il cibo. Dalle indagini è inoltre emerso che avrebbe già tentato in altre due occasioni di raggiungere Tolentino per uccidere Gentiana ma entrambi gli agguati erano falliti per imprevisti. La perizia dello psichiatra Luciano Secchiaroli ha evidenziato un disturbo delirante paranoide con delirio persecutorio e di veneficio cronicizzato. Secondo il professionista Hudhra era convinto che la donna avvelenasse lui e i figli.

La valutazione ha portato a ritenere presente un vizio parziale di mente. Dopo la chiusura delle indagini Hudhra non ha chiesto di essere interrogato e non ha presentato memorie. Ora la Procura contesta l’omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà. All’epoca dei fatti il reato di femminicidio non era ancora stato introdotto.

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