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Vigilantes privati a bordo dei bus, più controlli sui biglietti e una presenza rafforzata delle forze dell’ordine nei principali capolinea. Sono alcune delle misure emerse dal vertice sulla sicurezza del trasporto pubblico convocato ieri dalla Prefettura di Ancona, dopo l’aggressione ai danni di un autista della linea 1/4 avvenuta lo scorso 26 agosto al capolinea del Passetto.
Al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica hanno partecipato il prefetto Maurizio Valiante, il questore Cesare Capocasa, i vertici delle forze dell’ordine, il Comune con il sindaco Daniele Silvetti, i rappresentanti di Conerobus, con il presidente Italo D’Angelo, le organizzazioni sindacali e il procuratore generale della Corte d’Appello Roberto Rossi. Un confronto durato quasi due ore, durante il quale è stata analizzata la situazione complessiva della sicurezza sui mezzi pubblici.
Dai dati esaminati emerge che, nonostante l’ultimo episodio, Ancona continua a essere considerata tra i capoluoghi più sicuri d’Italia per quanto riguarda le aggressioni a bordo dei bus. La maggior parte delle richieste di intervento alle forze dell’ordine riguarda inoltre il mancato pagamento del biglietto. Dall’inizio dell’anno i carabinieri sono intervenuti 25 volte, mentre gli interventi della polizia sono stati 20.
Numeri che non cancellano, però, la preoccupazione legata all’episodio del 26 agosto. Per questo la Questura ha annunciato presidi costanti nei punti ritenuti più sensibili, in particolare nei pressi dei capolinea di piazza Roma, piazza Cavour, piazza Kennedy, Passetto, piazza Ugo Bassi e della stazione centrale. Saranno organizzati servizi specifici e nelle attività di controllo sarà coinvolta anche la polizia locale.
Sul fronte aziendale, Conerobus ha avanzato una proposta destinata a far discutere: l’impiego di vigilantes privati direttamente a bordo dei mezzi. L’ipotesi dovrà essere valutata anche sotto il profilo economico, ma rappresenterebbe un ulteriore presidio per prevenire situazioni di rischio e intervenire rapidamente in caso di problemi.
L’azienda ha inoltre fatto il punto sulle misure di sicurezza già presenti. Oltre la metà degli autobus è dotata di telecamere a bordo, mentre sulla maggior parte dei mezzi la postazione del conducente è protetta. Da quando il controllo dei titoli di viaggio è stato affidato anche a una società privata, dotata di bodycam, la percentuale di passeggeri che viaggia senza biglietto si sarebbe inoltre ridotta sensibilmente.
I controlli saranno comunque ulteriormente intensificati. Prevista anche una formazione specifica del personale, per fornire agli autisti e agli altri operatori strumenti adeguati per gestire situazioni potenzialmente pericolose.
Anche il Comune farà la sua parte. Tra gli interventi annunciati c’è il potenziamento dell’illuminazione nelle aree considerate più problematiche, tra cui piazza Roma e piazza Cavour, oltre a un rafforzamento dei servizi della polizia locale.
Il nodo della reiterazione
Resta poi un tema particolarmente delicato: la percezione di impunità da parte di chi commette aggressioni. Nel caso del 26 agosto, infatti, quattro giovani sono finiti nei guai e uno è stato arrestato. Tre di loro, secondo quanto emerso, sarebbero gli stessi coinvolti in una precedente aggressione avvenuta a Torrette, circa venti giorni prima, ai danni di un infermiere e di un poliziotto.
Proprio alla luce di queste reiterazioni è stato chiesto al procuratore generale Roberto Rossi di confrontarsi con i magistrati per valutare, laddove previsto dalla legge, misure più incisive nei confronti di chi torna a commettere reati.
Perché, oltre alla sicurezza reale, c’è anche quella percepita da autisti e passeggeri. E il messaggio emerso dal vertice è chiaro: la presenza delle forze dell’ordine, i controlli e le misure di prevenzione devono servire anche a evitare che chi aggredisce possa avere la sensazione di poterlo fare senza conseguenze.
Diretta Samb