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Dalle prime sostituzioni avviate nel 2024 a Cacciano e Nebbiano al nuovo programma che coinvolge Castelletta, Poggio San Romualdo, Collamato, Cancelli e Paterno. Entro il 10 ottobre nuovi interventi a Collestellano, Argignano, San Michele, San Giovanni e Sant’Elia. Un intervento che riguarda un territorio di oltre 272 km², il più esteso delle Marche e montano dove la logistica del servizio ambientale diventa una componente strategica.
Fabriano 10 settembre 2026 – La raccolta differenziata a Fabriano nel 2026 riparte dalle frazioni. 2 postazioni a Castelletta, 3 a Poggio San Romualdo, 2 a Collamato, 2 a Cancelli e 1 a Paterno: è da qui che prende forma il nuovo intervento di AnconAmbiente e Comune di Fabriano per il potenziamento e il rinnovo delle postazioni dedicate alla raccolta differenziata. Il programma ha previsto ad oggi complessivamente 24 nuovi contenitori da 3.200 litri, distribuiti su 10 punti territoriali, destinati alla raccolta di carta, plastica e organico. Il primo blocco di interventi nell’anno 2026 ha interessato Castelletta, con 2 postazioni, Poggio San Romualdo con 3, Collamato con 2, Cancelli con 2 e Paterno con 1. Il programma proseguirà entro il10 ottobre con la sostituzione delle postazioni nelle frazioni di Collestellano, Argignano, San Michele, San Giovanni e Sant’Elia. AnconAmbiente aveva già testato questo percorso già nel secondo semestre del 2024, intervenendo a Cacciano, con 2 postazioni, e Nebbiano, con altre 2.
L’intervento assume un rilievo particolare in un Comune come Fabriano, il più esteso delle Marche, con una superficie di circa 272,08 chilometri quadrati, caratterizzato da un territorio montano e da numerose frazioni. In questo contesto, la logistica della raccolta è una componente essenziale del servizio: raggiungere in maniera efficace i nuclei più periferici significa garantire la stessa qualità del servizio anche lontano dal centro. Il rinnovo delle postazioni va quindi nella direzione di una rete più capillare e funzionale, adeguata alle caratteristiche di un territorio ampio e articolato.
Nel 2025 la raccolta differenziata ha raggiunto il 72,68%, con una produzione di rifiuti pari a 427 chilogrammi per abitante. La nuova fase punta quindi non soltanto sulle quantità, ma sulla qualità della raccolta, sulla corretta separazione e sulla valorizzazione dei materiali. Carta, plastica e organico rappresentano infatti flussi fondamentali per l’economia circolare. Una volta correttamente intercettati, possono essere avviati alle rispettive filiere di recupero e trasformati nuovamente in materia utilizzabile nei processi produttivi. È in questa prospettiva che il contenitore diventa una piccola infrastruttura al servizio di una filiera economica più ampia.
«Investire nelle frazioni significa investire nell’intero territorio di Fabriano – sottolinea la sindaca Daniela Ghergo –. La qualità dei servizi non può essere misurata soltanto nel centro della città, ma deve arrivare anche nei nuclei abitati più lontani, nelle aree collinari e montane che costituiscono una parte fondamentale della nostra comunità. Fabriano ha una dimensione territoriale importante e questo comporta una responsabilità altrettanto importante nel garantire servizi efficienti e omogenei. I nuovi contenitori rappresentano un intervento concreto per rendere più semplice la raccolta differenziata e accompagnare tutta la comunità verso un modello sempre più sostenibile».
«La raccolta differenziata è oggi una componente della green economy e non più soltanto un servizio di igiene urbana – afferma Antonio Gitto, presidente di AnconAmbiente –. In un territorio come quello di Fabriano la qualità del servizio passa necessariamente anche dalla capacità di organizzare la logistica in modo efficiente e capillare. Carta, plastica e organico sono flussi di materia che, se correttamente intercettati, possono tornare a essere risorse all’interno dei processi produttivi. Intervenire nelle frazioni significa quindi rafforzare contemporaneamente il servizio ai cittadini e il sistema dell’economia circolare».
Più tecnico il punto di vista di Andrea De Angelis, direttore generale di AnconAmbiente: «La scelta dei contenitori da 3.200 litri risponde alla necessità di assicurare adeguata capacità di conferimento nei diversi punti territoriali. La pianificazione tiene conto della distribuzione delle frazioni, delle caratteristiche delle singole postazioni e della conseguente organizzazione logistica dei servizi di raccolta. Il programma proseguirà con gli ulteriori interventi già calendarizzati».
La sfida, per Fabriano, è dunque doppia: garantire la stessa qualità del servizio in un territorio molto più complesso da servire rispetto a un’area urbana compatta e, contemporaneamente, trasformare la raccolta differenziata in una leva concreta di economia circolare. Perché nei 272 chilometri quadrati del Comune la sostenibilità non può fermarsi al centro. Deve percorrere le strade delle frazioni, raggiungere le comunità montane e diventare infrastruttura quotidiana di un territorio che, proprio per la sua estensione e articolazione, richiede una logistica ambientale progettata e non semplicemente organizzata.
Diretta Samb