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È finito in carcere un 51enne italiano arrestato dai carabinieri della Stazione di Grottammare in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Fermo. Il provvedimento arriva al termine di un’attività investigativa avviata dopo una serie di comportamenti persecutori che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbero coinvolto l’ex compagna dell’uomo e il figlio minorenne.
Il 51enne era già sottoposto al divieto di avvicinamento nei confronti della donna e del ragazzo. Nonostante la misura, secondo gli elementi raccolti durante le indagini, avrebbe continuato a mettere in atto una serie di condotte sempre più insistenti e preoccupanti.
Tra gli episodi contestati ci sarebbero appostamenti, ingiurie e minacce, comprese minacce di morte. Le presunte condotte persecutorie avrebbero inoltre riguardato direttamente il figlio minorenne, che sarebbe stato oggetto di pressioni e condizionamenti. La vicenda avrebbe coinvolto anche il nuovo compagno della donna, raggiunto, secondo gli investigatori, da comportamenti riconducibili alla stessa situazione e veicolati anche attraverso i social network.
Di fronte alla progressiva escalation, i carabinieri hanno avviato immediatamente gli accertamenti, mantenendo alta l’attenzione sulla situazione anche con l’obiettivo di prevenire conseguenze più gravi. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Fermo, avrebbe consentito di documentare la reiterata violazione delle prescrizioni imposte all’uomo con il precedente provvedimento.
Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stato inoltre individuato un concreto rischio per l’incolumità della persona offesa. Elementi che hanno portato l’autorità giudiziaria a disporre una misura cautelare più severa, sostituendo il precedente divieto di avvicinamento con la custodia in carcere.
L’arresto è scattato il 12 settembre. Dopo le formalità di rito, il 51enne è stato accompagnato nella Casa circondariale di Fermo, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa delle successive decisioni.
La vicenda si colloca nell’ambito delle attività di contrasto agli atti persecutori e alle condotte di violenza nelle relazioni personali, con particolare attenzione alle situazioni nelle quali le misure di protezione già adottate risultino, secondo gli accertamenti, non sufficienti a interrompere i comportamenti contestati.
L’uomo, va precisato, è **indagato e deve essere considerato presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna**, come previsto dalla legge. Il procedimento si trova infatti nella fase delle indagini preliminari.
Diretta Samb