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Una visita lampo, tra applausi, selfie e battute con i sostenitori, per inaugurare uno dei recuperi più importanti del patrimonio storico di Ascoli Piceno. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto tappa a palazzo Saladini Pilastri, restituito alla città dopo anni di abbandono grazie a un intervento finanziato con 39 milioni di euro del Pnrr. Una cerimonia che ha segnato il ritorno alla vita di un complesso storico destinato a coniugare la valorizzazione architettonica con l’inclusione sociale.
Arrivata nelle Marche dopo aver atteso il via libera definitivo alla legge elettorale alla Camera, la premier si è fermata inizialmente per una chiacchierata con i lavoratori della Locanda Centimetro Zero, la cooperativa di persone con disabilità che gestirà l’albergo e il ristorante etico previsti all’interno dell’edificio nel centro storico. Poi il taglio del nastro sulla scalinata che conduce al giardino storico interno, anch’esso restaurato.
La premier Meloni si è concessa una passeggiata tra la folla, circondata da curiosi e sostenitori arrivati anche da fuori provincia. Non sono mancati gli applausi e le richieste di fotografie. «Una foto, presidente, che oggi compio 49 anni», le ha detto un sostenitore. «Come li porta bene», ha scherzato la premier, prima di posare insieme a lui per uno scatto.A margine dell’inaugurazione, la presidente del Consiglio ha risposto brevemente alle domande dei cronisti sulla legge elettorale e sulle discussioni relative alla data del voto, definite dalla stessa Meloni «dibattiti surreali». «Sono concentrata sul mio lavoro», ha tagliato corto, prima di proseguire la visita nel giardino. Prima di lasciare il palazzo, ha assistito insieme alle autorità locali alla benedizione impartita dal vescovo di Ascoli Piceno, Gianpiero Palmieri.
Il progetto di recupero, finanziato con 39 milioni di euro del Pnrr, punta a trasformare il complesso in uno spazio aperto alla comunità, unendo la tutela del patrimonio storico a nuove opportunità sociali. Oltre all’albergo e al ristorante etico affidati alla cooperativa, la struttura ospiterà 138 alloggi a canone moderato.
L’apertura ufficiale al pubblico è prevista nel 2027, ma nei prossimi giorni sarà possibile visitare il complesso nell’ambito delle Giornate del Fai. Tra gli ambienti di maggior pregio c’è la chiesa barocca, realizzata tra Seicento e Settecento, che conserva le tele del soffitto firmate da Ludovico Trasi e il monumentale altare maggiore scolpito da Lazzaro Giosaffatti. Un patrimonio artistico che torna così a essere accessibile e a rappresentare un tassello significativo della storia ascolana.
Diretta Samb