Montecassiano – Omicidio Rosina, la procura chiude le indagini

Omicidio Rosina Carsetti

Arianna Orazi ed il figlio Enea Simonetti avevano iniziato a pianificare il delitto dal 16 dicembre 2020. Lo scrive la Procura di Macerata nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari datato 26 luglio sulla morte di Rosina Carsetti, la 78 enne uccisa la sera della vigilia di Natale a Montecassiano nella villetta di via Pertini 31. Ai tre indagati, famigliari della vittima, la figlia Arianna il nipote Enea ed il marito Enrico Orazi, l’accusa contesta l’omicidio pluriaggravato. La difesa composta dagli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli ha tempo fino al prossimo 15 settembre (considerata la sospensione del termini per la pausa estiva) per presentare memorie o chiedere l’interrogatorio dei propri assistiti. Nell’atto a firma del sostituto procuratore Carusi, l’accusa considera Arianna colei che ha organizzato e diretto la cooperazione nel delitto degli altri due. Come appurato dal medico legale Roberto Scendoni Rosina è morta per “strozzamento, soffocamento e schiacciamento del torace “. Gli indagati devono rispondere anche dei reati di simulazione di reato rapina e maltrattamenti in famiglia . Solo ad Arianna Orazi vengono contestati la violenza privata (aveva tolto alla mamma il cellulare che le era stato regalato da un’amica) e l’induzione a non rendere dichiarazioni (nei confronti del figlio Enea). A figlia e nipote della vittima vengono contestati i reati di estorsione (avrebbero costretto l’anziana a cedere ad Enea la propria quota della villetta ricattandola con la promessa che sottoscrivendo l’atto dal notaio le sarebbe stata restituita l’auto di cui le erano state tolte le chiavi). Gli avvocati Netti e Romagnoli a questo punto possono accedere a tutti i documenti e file audio per tracciare la linea difensiva da qui a settembre. C’è la possibilità di chiedere l’interrogatorio per tutti e tre gli indagati. “Uno step che andrà valutato attentamente – dice l’avvocato Netti – non appena completato lo spoglio del fascicolo”. La difesa ritiene allo stato attuale che non vi siano prove della partecipazione attiva del nipote di Rosina nell’omicidio

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