Arca Adriatica, un viaggio nella storia della marineria molto apprezzato

Guarda qui le immagini e le interviste in merito al varo di “Tastutina”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sono state oltre 150 le persone che hanno partecipato ai tre eventi che si sono tenuti tra venerdì 17 e sabato 18 settembre in occasione delle fasi conclusive del progetto comunitario Arca Adriatica che, all’interno del programma Interreg che coinvolge realtà di Italia e Croazia, incentiva la cooperazione territoriale tra i due paesi e di cui il comune di San Benedetto del Tronto è partner. Gli incontri sono stati organizzati con lo scopo di far capire come il patrimonio cittadino, naturale e culturale, materiale e immateriale, opportunamente valorizzato sia una leva per uno sviluppo territoriale sostenibile e più equilibrato.

Il primo appuntamento si è svolto nel pomeriggio di venerdì  17 alla sala d’asta del mercato ittico: circa 40 persone hanno assistito al workshop sul restauro delle lancette “Tastutina” e “Stella del Mare”, due barche storiche che sono state recuperate nei cantieri navali della nostra Città. Sono intervenuti tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito al recupero delle due imbarcazioni ed è stato proiettato un film che documenta le varie fase degli interventi di restauro.

Il direttore del Servizio Europa Sergio Trevisani, local manager del progetto, ha introdotto i lavori con una descrizione del progetto, Giuseppe Merlini, responsabile dell’archivio storico del Comune, ha descritto le peculiarità della pesca a vela in Adriatico, l’ingegner Giulio Piergallini dell’omonimo cantiere, insieme a Raffaele Pierucci e Michele Di Carlo, ha illustrato le fasi di restauro delle due imbarcazioni, Federico Del Zompo ha parlato di imbarcazioni a vela come strumento di lavoro, la pittrice Patrizia Capacchietti ha spiegato come ha operato nella pittura e nella personalizzazione delle vele delle due imbarcazioni recuperate, i registi Rovero Impiglia e Giacomo Cagnetti hanno descritto il loro lavoro di documentazione filmica dell’intera fase di restauro. Al termine, visita guidata all’adiacente Museo del Mare nel quale era già stata allestita una postazione per ospitare una delle due lancette restaurate.

La serata si è conclusa con una cena preparata dagli studenti all’Istituto Professionale Alberghiero “Filippo Buscemi” e con un caffè presso la sede della Lega Navale dove sono stati proiettati filmati riguardanti il mare e la civiltà marinara locale. 

Sabato mattina circa 50 persone hanno assistito al varo della “Tastutina”: la lancetta è tornata in acqua nel bacino portuale, dinanzi al Villaggio della piccola pesca. I rappresentanti della Lega Navale hanno navigato a bordo della imbarcazione restaurata e molti spettatori li hanno seguiti a bordo di piccole imbarcazioni messe a disposizione dai soci della Lega Navale. Inoltre alcuni ospiti hanno potuto salire su un’altra imbarcazione, la “Palma”, che li ha portati fuori dal bacino portuale mentre la biologa Olga Annibale ha illustrato le caratteristiche della biodiversità del nostro mare.

Nel pomeriggio, infine, sulla spiaggia antistante la Torre sul Porto della Riserva Sentina, è stato proiettato  il suggestivo film documentario “Madre della Sentina“, commissionato dalla Riserva al regista Francesco De Melis. Anche in questo caso sono state alcune decine le persone che hanno potuto vedere il lavoro di De Melis ascoltando gli interventi del presidente della Riserva Ruggero Latini e del presidente dell’Associazione Sentina Albano Ferri.

Il programma è stato allestito, sotto il coordinamento del Comune, da “EAT” – Excellence Adriatic Tourism” una nuova realtà che mette insieme il mondo del privato con associazioni e realtà no profit del settore e che è finalizzata proprio a creare iniziative per promuovere in chiave turistica il patrimonio marino dell’Adriatico e della tradizione marinara. EAT raggruppa diversi soggetti che fanno parte del Centro di Eccellenza di Arca Adriatica, l’organismo di supporto per la promozione delle iniziative che hanno caratterizzato l’attuazione del progetto comunitario. 

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