Il caso “Fabiani”: non è più sindaco ma può essere presidente della Provincia?

MONTEGALLO – Sergio Fabiani non è più il sindaco di Montegallo. Dopo tre mandati consecutivi ha dovuto inevitabilmente passare la mano e di conseguenza decade dalla carica di presidenza della Provincia di Ascoli.

La legge, che dal 2014 ha introdotto il nuovo sistema di elezione dei presidenti e dei consigli provinciali relegandoli ad enti di secondo grado ed eliminando il suffragio universale, infatti, consente ai primi cittadini del territorio di sedersi sullo scranno più dell’amministrazione provinciale decadendo dalla carica nel momento in cui non si è più sindaco.

Ed è questa la situazione che si sta vivendo in queste settimane a Palazzo San Filippo nell’attesa che si insedino le nuove amministrazioni comunali. Ma c’è chi, nel frattempo, pone dei dubbi sulla legittimità degli atti approvati dalla Provincia di Ascoli dopo il 4 ottobre scorso, giorno in cui a Montegallo, sulla scorta dei risultati elettorali, è stato proclamato eletto il nuovo sindaco di Montegallo, Sante Capanna.

Tra questi provvedimenti, c’è anche il via libera dato dall’Ata dei rifiuti, presieduta in quella occasione proprio da Sergio Fabiani, del nuovo Piano d’Ambito, che prevede la realizzazione di nuove vasche per la discarica dei rifiuti, un nuovo impianto Tmb e la realizzazione di un biodigestore, e che è stato contestato dai sindaci di Castel di Lama, Appignano e Castignano e dai comitati anti inquinamento.

Non è da escludere la possibilità che il Piano possa tornare in aula per una nuova approvazione. Nel frattempo, con il giuramento di Sante Capanna previsto per sabato prossimo, si procederà anche all’avvicendamento di Sergio Fabiani a Palazzo San Filippo.

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