Antonioli dovrà anche “inventare”. Mercato: non si perda tempo. Un Renzi nuovo per il 2022?

Di Pier Paolo Flammini

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NOTARESCO – Prendiamo quel che c’è di buono. Una formazione poco più debole della Samb non avrebbe giocato 40 minuti su 45 nel centrocampo dei padroni di casa, quinti in classifica e con una partita da recuperare. La Samb del secondo tempo di Notaresco ha almeno lasciato intravedere la propria forza potenziale, oltre che qualche limite evidenti.

Limiti tuttavia che in questo momento sono ancora strutturali più che di gestione: sono partiti molti under, Mendicino, Cipolletta e sono arrivati soltanto Frulla, Zanazzi e Pica. Il risultato è un centrocampo che risulta ancora striminzito nei numeri a disposizione, un attacco senza valide alternative a De Sena, una difesa dove non si sa se Pica possa dare garanzie (questo lo deve sapere Antonioli).

L’allenatore allora ha ribadito di aspettarsi nuovi arrivi “prima di subito”, ma chissà se a Montegiorgio qualcosa cambierà.

Una Samb che a Notaresco ha sfiorato il vantaggio nei primi venti minuti, per poi accartocciarsi su se stessa dopo il vantaggio di Speranza. “Abbiamo rivisto le streghe a causa della situazione di classifica” ha giustificato i suoi ragazzi sempre Antonioli. La paura di perdere, l’incubo delle trasferte con zero punti, hanno fatto perdere l’orientamento ai giocatori per tutto il finale di primo tempo.

Ma Antonioli dovrà anche trovare soluzioni di gioco più flessibili: giocare con un under a porta, se non dal primo minuto anche a gara in corso, oppure Pica al centro della difesa, per sfruttare le doti da funamboli di Di Domenicantonio e Ferretti, quest’ultimo anche attaccante non trascurabile.

L’allenatore della Samb è stato bravo a lasciare De Sena in campo anche se fino al rigore ottenuto l’attaccante napoletano era sembrato evanescente. Ed è vero che un progetto di gioco si ottiene schierando il più possibile gli stessi uomini nelle stesse posizioni. Ma qui si torna alla necessità di avere una squadra al completo il prima possibile, per non sommare ai ritardi giustificati di inizio stagione quelli non concedibili pre-natalizi.

La tifoseria rossoblù, infine. Scossa da eventi incredibili nell’ultimo anno e da una classifica che è di fatto la peggiore nella storia centenaria della Samb, i cento o centocinquanta presenti a Notaresco sono rimasti quasi sempre in silenzio e tra di loro non sembrava esserci il nucleo dei tifosi della curva. Una impressione o una decisione effettiva? Comunque con la tifoseria della Samb con il dovuto entusiasmo, impossibile da avere di questi tempi, quest’oggi a Notaresco i calciatori avrebbero giocato davvero in 12.

Qualcuno tra i presenti, dopo un primo tempo che sembrava presagire una nuova sconfitta, si è rivolto al presidente Roberto Renzi (in tribuna col figlio, non distante da lui anche l’ex dirigente rossoblù Walter Cinciripini) chiedendogli di scendere negli spogliatoi e di dare una strigliata alla squadra. “Non posso, altrimenti ci andrei” ha risposto Renzi, ricordando la squalifica in corso per inibizione (ne avrà fino ad inizio 2022).

Un Renzi comunque che è sembrato più alla mano e meno sulla difensiva con la stampa rispetto alle prime gare di questo campionato, quando sembrava sforzarsi di mettere distanza tra i vertici della società e i giornalisti. Chissà che non sia di buon auspicio per un 2022 con rapporti – e risultati, e tanto altro, ovviamente – ben diverso.

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