Processo Lanterna Azzurra, il procuratore chiede il riconoscimento del reato di associazione per delinquere e sei mesi di pena in più

ANCONA – Come stabilito dal presidente della sezione civile Corte di Appello Giovanni Trerè per accelerare i tempi del processo, nuova udienza, a distanza di una settimana, sulla strage della Lanterna Azzurra di Corinaldo. Nell’aula del Tribunale di Ancona una lunga e dettagliata requisitoria – durata quasi quattro ore – da parte del sostituto procuratore generale Ernesto Napolillo.
Sostanzialmente è tornato sulla richiesta dell’accusa: riconoscere nei confronti dei sei imputati – a differenza di quello che non era avvenuto nel primo grado – anche il reato di associazione per delinquere.
Considerazioni fortemente sostenute dagli avvocati di parte civile che difendono le famiglie delle vittime e degli oltre duecento feriti, a partire dal legale che difende Claudio Curi, marito di Eleonora Girolimini, la mamma morta in quella drammatica notte, che ha ribadito “di essere assolutamente in linea con le richieste del Pm”.
L’udienza si è conclusa con la richiesta del pubblico ministero di aumentare di sei mesi la pena di tutti gli imputati.
La Regione Marche, parte civile per i reati di lesione ed omicidio, h chiesto invece il rigetto degli appelli degli imputati e la conferma della condanna.
Il processo riprenderà il 3 febbraio per le parti civili con possibilità di utilizzare anche la data del 10 febbraio, proseguirà il 17 e il 24 febbraio per le difese, il 10 marzo per le repliche e la camera di consiglio. Poi dovrebbe arrivare la sentenza.

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