Samb: il silenzio di Renzi scelta errata, parli se ha bisogno d’aiuto

Di Pier Paolo Flammini


SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Inutile girarci tanto attorno. Appena un mese fa, il 24 maggio, quando intervistammo Renzi in occasione del suo primo anno di Samb, due giorni dopo la vittoria di Pineto, gli domandammo per la prima volta della situazione relativa agli stipendi: il presidente rossoblù rassicurò sulla tenuta finanziaria della società.

Anche se a noi risultavano notizie di tenore opposto. Sapevamo di difficoltà.

Gli chiedemmo anche se le restrizioni di Draghi sulla circolazione dei crediti fiscali connessi con il Superbonus edilizio avessero creato dei problemi alla Garigliano Srl o alle società connesse con Renzi e il braccio destro Colucci, ma lo stesso Renzi ci disse che le attività erano diversificate (basti guardare la Renova Red, divenuta nel frattempo una Spa e di cui Colucci è socio).

Ma è evidente che qualcosa si si inceppato, e molto potrebbe dipendere proprio dal blocco della circolazione dei crediti voluto dal “Migliore”. Perché fino ad aprile Renzi pagava tutto e subito, a volte in anticipo persino, e in un anno l’esborso, da lui stesso confermato, ha raggiunto i 4 milioni di euro.

Una cifra enorme per avere una squadra in Serie D. Per capirci, con quel budget si costruiscono squadre capaci di primeggiare in Serie C.

Allora cosa sta accadendo? Perché Renzi cerca aiuto e perché lo fa dappertutto, ma non a San Benedetto?

C’è un errore di gestione fondamentale in questa fase: invece di chiudersi a riccio Renzi avrebbe dovuto rendere pubblico l’eventuale problema, tra l’altro provocato da una decisione del Governo improvvisa e avversata da migliaia di imprese. Se serve una mano per chiudere la stagione, confermare la rosa e ripartire per vincere il prossimo campionato (mettendo da parte la chimera del ripescaggio e l’attesissima sentenza del Tar Lazio che potrebbe garantire un notevole rimborso spese, ma non subito, più avanti, dopo il probabilissimo passaggio in Consigli di Stato), conviene parlarne pubblicamente.

Certo, il silenzio non aiuta a capire e quindi qualsiasi ipotesi appare plausibile, compresa quella del colpo di scena, in qualsiasi senso. Ma appena 40 giorni fa era davvero impossibile prevederlo.

La piazza di San Benedetto non merita un’altra estate bollente. Ma per abbassare la temperatura l’unico che può muovere il termostato, al momento, è Roberto Renzi. Aspettiamo che esca dal guscio il prima possibile.

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