Autorità portuale. Casini “Inspiegabile che la Regione Marche non nomini il rappresentante”

ANCONA – E’ stata presentata un’interrogazione dal gruppo Dem in consiglio regionale per sollecitare la nomina da parte di Acquaroli del rappresentante nell’Autorità Portuale che ha agitato le acque della politica.


“Con la mancata designazione del proprio delegato – afferma la consigliera Pd e vice capogruppo Anna Casini – la Regione Marche rischia di non partecipare all’operato dell’Autorità di Sistema Portuale e alle sue scelte strategiche. Un fatto inspiegabile e censurabile in quanto mai come ora (guerra, emergenza ambientale e covid) è fondamentale che l’Autorità operi nel pieno delle sue potenzialità. Per questo attraverso un’interrogazione condivisa con la maggioranza del Gruppo consiliare del Pd, ho chiesto al presidente Acquaroli di spiegare perché tergiversa nella nomina del rappresentante delle Marche. Sottolineo che la regione Abruzzo ha già provveduto ad indicare il suo nominativo.”


“Se da un lato Acquaroli si vanta di voler cambiare e stravolgere quanto di buono fatto dalla precedente governance dell’Autorità – osserva la consigliera – dall’altro mostra uno strano immobilismo la cui punta dell’iceberg è la nomina. L’Autorità è un ente strategico non solo per le Marche ma per tutto l’Adriatico Centrale, a breve verrà nominato il nuovo segretario generale e ci sono importanti decisioni da assumere anche di carattere strategico e non avere un rappresentante delle Marche significa subirle e non partecipare ai processi decisionali. Un comportamento inspiegabile a meno che non ci siano motivazioni politiche mirate a non rendere pienamente operativo il comitato, ma se così fosse il fatto sarebbe ancor più grave.”
“L’interrogazione presentata – conclude Anna Casini – ha proprio il fine di sollecitare una decisione da parte del presidente nella speranza che la nomina sia effettuata, come per quanto fatto nella legislatura guidata da Ceriscioli, individuando una personalità con riconosciute competenze specifiche e che non risponda a mere logiche di spartizione partitica.”