Area Brancadoro acquistata da un “gruppo” ancora segreto. Ma non sarebbe di San Benedetto

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una giornata in qualche modo storica per San Benedetto: alla quinta asta fallimentare un gruppo, al momento non ancora noto, si è aggiudicato il terreno di circa 200 mila metri quadrati compreso tra lo stadio Riviera delle Palme e la Statale 16, noto come Area Brancadoro.

Il prezzo dell’acquisizione è stato pari a 2.080.000 milioni di euro, dieci mila euro in più del prezzo minimo stabilito in 2.070.000. La base d’asta invece era di 2,7 milioni di euro, molto meno della metà di quanto fissato in occasione della prima asta del 2 dicembre 2021, quando era di 6,01 milioni di euro.

Non si conosce il nome dell’acquirente (o di una eventuale società di acquirenti): l’unica cosa che si sa è che l’avvocato sambenedettese Otello Bagalini ha curato la procedura di acquisto per conto terzi. Il nome ad ogni modo si conoscerà non più tardi di lunedì 23 gennaio, poiché ci sono tre giorni, dal momento dell’aggiudicazione, per depositare il nome dell’acquirente, che a quel punto diventerà pubblico.

In città la notizia ha scatenato immediatamente grande interesse, soprattutto in merito all’identità degli acquirenti. Non trapelano informazioni ufficiali anche se i primi “rumors” sembrano indicare che non si tratti di un gruppo sambenedettese.

L’Area Brancadoro, da Piano Regolatore Generale, è destinata a verde sportivo.

Le offerte per la quinta asta sono state consegnate il 18 gennaio, mentre l’asta digitale si è svolta a partire dalle 12.30 odierne, 19 gennaio.

Quasi 200 mila euro quadrati di terreno all’asta, per un prezzo base di 6.010.000 milioni di euro: il prossimo 2 dicembre si aprirà l’asta per l’acquisto di un vasto appezzamento di terreno in Zona Brancadoro, vasta area non edificata che si trova tra lo stadio Riviera delle Palme e la Statale 16. L’asta è l’atto di epilogo di una procedura esecutiva avviata nel 2018.

L’offerta minima sarà di 4.507.500 euro. Referente della procedura sarà il notaio Donatella Calvelli di Ascoli mentre gestore della vendita è la società Astalegale.net Spa. Le offerte dovranno essere depositate in busta chiusa nei tre giorni antecedenti all’asta, dalle ore 9.30 alle 12.30 e l’asta avverrà a partire dalle ore 15 in modalità “Sincrona mista”, ovvero anche con collegamenti telematici a distanza.

Nella zona tuttavia non possono essere realizzati interventi edilizi diretti: l’attuale Piano Regolatore di San Benedetto prevede che 173.929 metri quadrati siano destinati ad Attrezzature Sportive, 5.867 a spazi di rispetto fluviale per il torrente attiguo, 500 per la viabilità, 5.130 per parcheggi di quartiere, 9.470 per Attrezzature Tecnico-Distributive, 3.020 per Protezione Civile e Ordine Pubblico.

Attualmente, inoltre, non ci sono concessioni edilizie. Nel 2004 era stata presentata una domanda per costruire una media struttura di vendita ma la richiesta non venne accolta perché la destinazione commerciale è in contrasto con il Piano Regolatore. 

L’unica opera commerciale realizzabile, come da Piano Regolatore, è un bar o tavola calda di 18 metri quadrati.

Qui invece un articolo del 7 marzo 2022 in cui specificavamo anche i dettagli relativi agli spazi definiti come “Attrezzature Tecnico-Distributive”.

L’asta per l’Area Brancadoro si estende per quasi 200 mila metri quadrati. Come disse il sindaco Spazzafumo durante il confronto elettorale di Vera Tv, l’area resta a verde sportivo. In base alle norme del Piano Regolatore, 9.470 metri quadrati possono essere destinati ad “Attrezzature Tecnico-Distributive” e sulla base dell’articolo 49 comma 2 delle Note Tecniche di Attuazione del Prg, per “Attrezzature Tecnico-Distrubutive” si intendono anche “edifici per esposizioni, edifici annonari, macelli, mercati, stazioni per stoccaggio merci, grandi magazzini all’ingrosso, stazioni di deposito merci e automezzi, corrieri e spedizionieri, compresi i servizi inerenti alle attività sopra indicate quali motel, ristoranti, sportelli bancari, eccetera”L’altezza massima realizzabile è di 10,5 metri, e certo una riduzione del costruito dipende dagli indici di edificabilità.

Resta tuttavia anche la possibilità di uno sfruttamento commerciale, oltre che per la realizzazione di un parco sportivo con strutture all’aperto e al coperto.

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