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Novità sostanziali sul sito di Siena, mentre stallo per quel che riguarda gli esuberi. Questa in estrema sintesi la risultanza dell’ennesima riunione del tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy svoltosi nel pomeriggio a Roma e che si è protratto per oltre cinque ore, presieduto dal sottosegretario con delega alle crisi d’impresa, Fausta Bergamotto. Nuovo aggiornamento fissato per il pomeriggio dell’8 aprile.
Nessun commento da azienda e sindacati al termine della riunione odierna che si è svolto in una data simbolica. Esattamente un anno fa, 2 aprile 2024, nacque ufficialmente Beko Europe, newco costituita al 75% dai turchi di Arcelik e al 25% dagli americani di Whirlpool. In questo primo anno di vita, la prima parte è stata dedicata allo studio degli effetti di questa fusione, per poi arrivare alla presentazione del piano industriale, nell’autunno dello scorso anno, che diede il via alla vertenza che ancora non sembra vicina alla conclusione. A testimonianza di ciò, il fatto che al termine della riunione odierna, a parte il Mimit, nessuno abbia rilasciato dichiarazioni tra azienda e sindacati di categoria Fim, Fiom, Uilm, Uglm. I nodi da sciogliere sono molteplici.
Sui piani industriali, occorre ancora capire bene quali saranno le produzioni sui nuovi prodotti da assegnare a Cassinetta, Comunanza, Melano, nonché sulle nuove attività di Carinaro. Poi il nodo legato alle funzioni di staff e di ricerca, con il numero degli esuberi che non ha fatto registrare variazioni rispetto all’incontro del 25 marzo: circa 270 in Lombardia, 210 a Fabriano e 20 sparsi negli altri siti. A questi, si sommano gli esuberi negli stabilimenti: 312 a Cassinetta, 64 a Melano, 80 a Comunanza, 40 a Carinaro e i 288 a Siena che saranno valutati con le notizie odierne, vale a dire l’annuncio dato dal Mimit, in accordo con il sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, che Invitalia e il Comune sottoscriveranno nelle prossime ore un protocollo di intesa per l’acquisizione del sito toscano.
Le ultime problematiche di cui si è iniziato a parlare, riguardano eventuali incentivi all’esodo: le parti sarebbero lontane. I sindacati di categoria chiedono che gli eventuali ammortizzatori sociali siano conservativi con meccanismi di rotazione e sicuramente tesi ad escludere i licenziamenti. Le parti si ritroveranno al Mimit l’8 aprile prossimo e non si esclude che possano essere coinvolte anche le Regioni interessate da questa vertenza per capire che ruolo possano avere.

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