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ANCONA - Lo spettacolo filosofico musicale dedicato all’icona di Raffaella Carrà in programma il 27 dicembre alla Mole Vanvitelliana di Ancona è stato rinviato al prossimo 6 gennaio causa influenza della direttrice artistica di Popsophia Lucrezia Ercoli.
Impossibile pertanto poter mettere comunque in scena lo spettacolo che celebra gli esordi, la musica, la danza, i balletti, il caschetto biondo mai spettinato e quella "grammatica popolare italiana" che ha fatto di Raffaella Pelloni, la Carrà.
L’evento filosofico musicale fa parte della triade di eventi pensati dal festival e dall’amministrazione comunale come anteprima degli appuntamenti di marzo. Dopo il philoshow dedicato al Natale e la serata a tema Lucio Dalla, era stata trovata una terza data per il pubblico anconetano che aveva risposto con partecipazione ed entusiasmo al debutto in terra dorica.
Si tratta però solo di un rinvio: subito trovata dall’organizzazione, in collaborazione con il comune una nuova data: lo spettacolo, sempre ad ingresso gratuito, ore 21.15, senza prenotazione sarà appunto il 6 gennaio per festeggiare l’epifania.
In un anno in cui il nome della Carrà è stato celebrato anche dalla cultura “alta”, con Bergamo capitale della cultura che l’ha omaggiata in un’opera lirica firmata da Francesco Micheli e un cartellone di eventi a cui ha preso parte la direttrice artistica Lucrezia Ercoli e con il nuovo documentario in arrivo proprio in queste ore in contemporanea sulle piattaforme televisive, Popsophia vuole celebrare con il suo stile di alternanza di alto e popolare la rivoluzione culturale avvenuta a suon di "Tuca tuca", di ombelichi al vento e di sdoganamento degli stereotipi.
Il mito e la leggenda di Raffaella Carrà verranno raccontati in un’ora e mezzo di musica dal vivo con la band Factory per una serata dall’atmosfera di Canzonissima. A raccontare il percorso della Carrà Lucrezia Ercoli direttrice artistica di Popsophia che illustra perché la showgirl non sia stata solo un fenomeno televisivo, ma culturale in senso ampio. Dagli esordi fino alle "trovate" rivoluzionarie dell’ombelico nudo, del caschetto biondo sempre uguale a se stesso, del vestito come travestimento e maschera. Eterna e immutabile, perturbante e sensuale, ma giocosa e "più amata dagli italiani".
La band di Popsophia Factory esegue dal vivo alcuni dei brani più noti: da Rumore a Ballo ballo, da Tanti auguri a testi meno noti, fino ad alcune incursioni di altri cantautori e cantautrici che ne hanno celebrato il fascino e la sua eterna immagine.

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