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 L’orsetta Nina è stata reintrodotta nel suo ambiente naturale dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che da allora ne segue con attenzione ogni passo, a distanza e senza interferire. Al momento del rilascio, Nina è stata dotata di un radiocollare GSM, uno strumento che consente a biologi, guardiaparco e Carabinieri Forestali di monitorarne i movimenti nel rispetto della sua libertà. Nei primi giorni dopo la re-immissione l’orsetta è rimasta nei pressi del punto di rilascio, muovendosi con cautela, esplorando lentamente l’area e prendendo confidenza con il nuovo territorio, allontanandosi poco alla volta.Poi, con l’arrivo del maltempo durante le festività natalizie – pioggia, freddo e anche le prime nevicate – Nina ha cambiato strategia. Ha scelto di spostarsi verso una zona più lontana e impervia, caratterizzata da rocce, anfratti e cavità naturali, un ambiente più protetto e adatto alla stagione.Da quel momento è rimasta in quell’area, compiendo solo piccoli spostamenti. Un comportamento che, spiegano gli esperti del Parco, potrebbe indicare l’individuazione di un possibile sito per l’ibernazione, anche alla luce delle nuove nevicate registrate nelle ultime settimane. Una fase delicata, resa ancora più complessa dai continui sbalzi di temperatura.È una situazione comune a molti orsi: finché non arrivano freddo intenso e neve stabile, l’ingresso in ibernazione può essere incerto e graduale, e gli animali continuano a muoversi, anche se in modo minimo. Intanto Nina prosegue il suo cammino lontano dagli sguardi, immersa nei boschi dell’Appennino. Un viaggio silenzioso, fatto di piccoli passi e grandi conquiste, che segna il ritorno definitivo di un’orsetta alla sua vita da orsa libera.

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