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Il presidente del Consiglio regionale delle Marche Gianluca Pasqui ha espresso solidarietà alla consigliera regionale del Pd, Micaela Vitri, vittima di insulti sessisti e istigazioni alla violenza sui social network dopo un confronto televisivo sulla sicurezza nella nostra trasmissione Polis.

"I commenti rivolti alla consigliera Vitri non sono semplicemente offese: rappresentano una forma di violenza verbale grave, inaccettabile. - dice Pasqui aprendo la seduta odierna dell’Assemblea legislativa - Arrivare ad augurare lo stupro o a usare un linguaggio degradante non è opinione, non è critica: è odio".

Il presidente sottolinea come gli attacchi siano stati rivolti a Vitri "non per ciò che ha detto nel merito del dibattito, ma per ciò che rappresenta", segno che "il sessismo è ancora radicato".

Pasqui afferma di aver lavorato con Vitri nell’Ufficio di presidenza nella scorsa legislatura e ricorda che la consigliera "ha scelto di non alimentare polemiche, ribadendo di voler essere giudicata per il proprio lavoro e le proprie idee, non come vittima".

Una scelta che secondo il presidente "merita rispetto, ma non può tradursi nel silenzio delle istituzioni. Il silenzio, di fronte all’odio, non è neutralità: è resa".

"I social network non possono diventare zone franche in cui si sospendono le regole della convivenza civile. - aggiunge - La libertà di espressione non può trasformarsi in libertà di insultare, minacciare o incitare alla violenza". Pasqui conclude ribadendo che "difendere la dignità di una consigliera significa difendere la dignità di tutte le donne, delle istituzioni e della comunità marchigiana".

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