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ANCONA - Polemica in Commissione toponomastica del Comune di Ancona per l’intitolazione di un parco della città a Norma Cossetto, uccisa e infoibata nel 1943 in Istria e insignita della medaglia d’oro al valor civile. La decisione arriva dopo un dibattito di circa trenta minuti, con la maggioranza che vota a favore, il Pd che si astiene e la lista di sinistra che si dichiara contraria.
Va all’attacco il consigliere comunale della lista di sinistra "Altra idea di città", Francesco Rubini, che contesta alla maggioranza la volontà di intitolare un parco a Cossetto come "tentativo di una certa destra di usare le foibe per smontare la memoria storica del movimento partigiano".
"Basta un minimo approfondimento storico per prendere atto del contesto storico e del profilo di Cossetto. - sostiene Rubini - La sua famiglia ben rappresentava il fascismo di confine. Il padre, che era parte della macchina colonialista, ha contribuito a espropriare le terre di sloveni e croati e Norma condivideva il razzismo anti slavo del suo ambiente".
L’assessora comunale alle Politiche educative, Antonella Andreoli (in quota Lega), replica sostenendo che si tratta di una richiesta dell’assessorato alle Pari opportunità, guidato da Orlanda Latini (FdI), e che è stata presa in considerazione dall’amministrazione, rispetto alle altre, "perché si è tenuta presente la questione della toponomastica femminile".
Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Jacopo Toccaceli, rivendica tuttavia la scelta come "una decisione politica da rivendicare".
"È diventata una figura iconica di una tragedia che ha colpito il popolo italiano, non di una fazione politica. - afferma Toccaceli - Corretto ricordarla, così come è possibile che si possa legittimamente non essere d’accordo".
La consigliera comunale del Pd, Susanna Dini, plaude invece alla volontà di intitolare parchi e strade a delle figure femminili, ma durante la discussione chiede "di scegliere un nome che sia meno divisivo" motivando così la sua astensione.
Diretta Samb