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ANCONA - Un nuovo approccio chirurgico multidisciplinare per curare le patologie vertebrali sperimentato e attivato all’interno dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche.
Il campo è quello della neurochirurgia e degli interventi per correggere l’instabilità della colonna vertebrale e la svolta operativa riguarda la connessione con la chirurgia vascolare aziendale, unica struttura complessa presente sul territorio regionale. L’unione fa la forza e nel caso dell’Azienda ospedaliera universitaria delle Marche fa effettivamente la differenza.

Fautori di questo cambio di paradigma e di approccio - sono l’equipe della Divisione di Neurochirurgia Generale con Particolare interesse Pediatrico diretta da Roberto Trignani e l’equipe della Chirurgia Vascolare diretta da Emanuele Gatta.
Andando nello specifico, il cambio di paradigma ha riguardato tre pazienti che nel corso delle ultime settimane sono stati operati alla colonna vertebrale attraverso una modifica che potrebbe sembrare banale e che, al contrario, è sostanziale. Per l’impianto delle protesi di stabilizzazione, sembrerebbe più naturale ed immediato intervenire dalla schiena vista la maggiore vicinanza della colonna vertebrale, nei casi in questione l’approccio adottato è stato quello anteriore attraverso una piccola incisione dell’addome.

Non si tratta di un capriccio interventistico, quanto di una evoluzione - già messa in campo in altri ospedali di eccellenza - che comporta benefici immediati per i pazienti: “Con il nuovo approccio le persone operate possono rimettersi in piedi il giorno dopo l’intervento ed essere pronti per le dimissioni senza alcun problema _ spiegano il dottor Trignani e il dottor Gatta _.”Altro vantaggio immediato è quello di ridurre notevolmente il dolore post-operatorio grazie alla minivasività dell’approccio addominale attraverso una incisione di pochissimi centimetri ed al ridotto traumatismo sulla colonna vertebrale e muscoli vicini. Certamente l’accesso dall’addome significa confrontarsi con i visceri addominali ma la presenza del chirurgo vascolare consente in modo rapido e sicuro di raggiungere il target del trattamento”.

La nuova frontiera sperimentata con successo all’interno dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche non riguarda soltanto la sfera tecnica della sala operatoria: “La modernità delle procedure, la collaborazione tra unità operative e il coinvolgimento dei giovani medici sono aspetti chiave per consentire alla nostra struttura di crescere, di evolvere. Non è un caso che la spinta a introdurre una metodica alternativa di approccio alle patologie vertebrali sia arrivato proprio da un giovane medico specializzando. E poi l’aspetto fondamentale della multidisciplinarietà _ aggiungono i due protagonisti _. Oggi i professionisti collaborano tra loro, creano empatia e i benefici sono principalmente per i pazienti. Siamo davvero entrati in un nuovo mondo sotto l’aspetto degli approcci alla chirurgia, nessuno lavora più da solo. Un vantaggio straordinario per la sanità pubblica di qualità”.

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