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Un’associazione culturale che, pur dichiarandosi ente “non commerciale”, operava in realtà come una vera impresa. A scoprirlo la guardia di finanza di Macerata. L’ente organizzava corsi di lingue straniere, lezioni di italiano per stranieri e attività di supporto scolastico, lavorando con clienti e non con semplici associati. Dagli accertamenti è emerso che il presidente gestiva tutto in autonomia, come se si trattasse di una società privata. La verifica, resa complessa dall’assenza di documenti contabili e registri sociali, ha portato alla segnalazione di circa 170 mila euro di ricavi non dichiarati e di un’Iva non versata per circa 40 mila euro. Accertata anche la presenza di un lavoratore in nero. L’operazione rientra nei controlli contro l’evasione fiscale e a tutela della concorrenza leale.

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