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FANO - Il pavimento cosparso di sangue. Il sarcofago di San Valerio scardinato e le reliquie del santo trafugate. Un atti vandalico e sacrilego è stato commesso all’Eremo di Monte Giove. L’altare maggiore della chiesa è stato profanato. Il vandalismo è stato commesso sabato pomeriggio.

I monaci camaldolesi hanno comunicato quanto accaduto attraverso un messaggio sui social. Domenica l’eremo è rimasto chiuso, sospese le funzioni religiose. Il portone del monastero è ancora chiuso. Riaprirà giovedì. Altro messaggio sui social in mattinata: "La comunità monastica ringrazia di cuore tutti coloro che le sono stati vicini con un pensiero, una preghiera, un messaggio. L’eremo riapre, secondo i soliti orari, le sue porte pronto ad accogliere nuovamente ospiti e visitatori. Grazie di Cuore". 

Sarebbe sangue umano il liquido rosso che ha imbrattato il pavimento della chiesa sarebbe sangue umano, secondo i primi test investigativi, in attesa delle verifiche di laboratorio. Tanto sangue è stato rinvenuto. Questo farebbe escludere una ferita. Si ipotizza che il liquido ematico sia stato portato nella chiesa con una sacca. All’interno dell’eremo per controllare alcuni luoghi ci sono delle telecamere, che però non registrano le immagini.
Chi ha profanato l’altare dell’eremo, ha abbandonato, forse per una fuga precipitosa, uno zainetto contenente effetti personali, un’icona ortodossa e un messale scritto in cirillico
I carabinieri stanno indagando su quanto accaduto. E sono alla ricerca del giovane, probabilmente ucraino, con un atteggiamento stralunato, che il giorno prima era stato visto aggirarsi nell’eremo. All’interno del monastero, per controllare alcuni luoghi ci sono delle telecamere, che però non registrano le immagini. Il sindaco di Fano Luca Serfilippi ha espresso solidarietà ai monaci camaldolesi di Monte Giove. Colpire un luogo così simbolico significa ferire l’intera comunità, ha aggiunto il primo cittadino.

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