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Monte San Pietrangeli si prepara a vivere uno degli appuntamenti più sentiti e identitari del territorio. Venerdì 3 aprile, alle ore 21, andrà in scena la 48ª edizione della rievocazione della Passione di Cristo, evento storico che quest’anno coincide con un traguardo importante: il 50° anniversario di attività dell’associazione organizzatrice.
La manifestazione, tra le più antiche del genere nelle Marche e con origini che affondano in epoche lontane, è realizzata con il patrocinio e la compartecipazione del Consiglio regionale. Un appuntamento che negli anni ha saputo mantenere intatto il proprio valore religioso e culturale, coinvolgendo l’intera comunità.
Alla base della rievocazione vi è anche un elemento artistico di grande rilievo: la bara del Cristo Morto realizzata da Luigi Fontana tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. A lui si deve anche l’idea dell’illuminazione scenografica, oggi riproposta attraverso centinaia di lumini in vetro colorato che trasformano il centro storico in un luogo di forte suggestione.
Fondata nel 1976 per dare continuità alla rappresentazione liturgico-drammatica della Passione, l’associazione festeggia mezzo secolo di attività con una mostra fotografica allestita al Centro di Cultura San Giovanni, visitabile dal 29 marzo all’11 aprile. Un percorso che racconta l’impegno costante di volontari e organizzatori, capaci di mantenere viva la tradizione anche senza grandi mezzi.
La rievocazione coinvolge oltre 300 figuranti in costume, realizzati dalla sartoria interna e fedeli ai modelli dell’epoca romana in Palestina. La rappresentazione si sviluppa tra le vie e i vicoli del centro storico, con scene che ripercorrono i momenti salienti della Passione: dal processo davanti al Sinedrio e a Ponzio Pilato, fino alla condanna, alla Via Crucis e alla Crocifissione sul Golgota.
Particolarmente intensa la fase della Via Crucis, con il Cristo che avanza tra soldati, popolani e figure simboliche, accompagnato da effetti sonori e giochi di luce che amplificano il coinvolgimento emotivo. Il momento culminante è segnato dalla Crocifissione, accompagnata dalle note del Requiem di Verdi.
La tradizione prosegue poi con una seconda processione, durante la quale la bara del Cristo Morto viene portata per le vie del borgo insieme ai figuranti e agli “svegliarini”, in un finale solenne che ogni anno richiama numerosi spettatori e rinnova il legame tra fede, storia e comunità.
Diretta Samb