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L’allerta rossa preoccupa i sindaci abruzzesi.
Per la giornata di mercoledì 1° aprile 2026, diversi Comuni della Provincia di Teramo hanno disposto la chiusura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, in seguito all’allerta meteo diffusa dalla Protezione civile.
Martinsicuro, Alba Adriatica, Giulianova, Tortoreto e Roseto degli Abruzzi lungo la costa teramana, mentre analoghi provvedimenti sono stati adottati dai Comuni di Atri, Arsita, Notaresco, Morro d’Oro, Bellante, Mosciano Sant’Angelo, nei comuni dell’Unione dei Comuni delle Terre del Sole, nonché a Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Montefino, Arsita, Bisenti, Cermignano e Penna Sant’Andrea.
A Teramo, le misure di sicurezza colpiscono la viabilità e gli spazi pubblici: disposta la chiusura totale del guado di Carapollo sul fiume Tordino e il divieto di accesso a parchi e giardini pubblici.
Le amministrazioni invitano le cittadinanze alla massima prudenza, raccomandando di evitare lo stazionamento in aree alberate a causa del pericolo di caduta rami e fusti innescato dalle forti raffiche di vento previste.
Le amministrazioni hanno motivato la decisione con la previsione di condizioni meteorologiche critiche, caratterizzate da rischio idraulico e idrogeologico diffuso, e con l’obiettivo di ridurre gli spostamenti e garantire la sicurezza di studenti, famiglie e personale scolastico.
Anche a Chieti scuole chiuse, e proprio in questa provincia si trovano i tre fiumi ’sorvegliati speciali’.
In particolare, il Centro funzionale d’Abruzzo della Protezione civile comunica che la lettura dei livelli idrometrici della rete in telemisura del fiume Sinello segnala il superamento della soglia di allarme.
Hanno superato invece la soglia di pre-allarme, con graduale aumento verso la soglia di allarme, il fiume Sangro e il fiume Osento.
Il Centro funzionale raccomanda di "mettere in atto le azioni previste nel Piano comunale di emergenza" e di "attuare servizi di monitoraggio su aree esposte a rischio di allagamenti e a fenomeni gravitativi anche attraverso il presidio territoriale e a mettere in atto le azioni previste dal Piano con particolare riferimento all’informazione della popolazione potenzialmente a rischio".
Si invita, inoltre, a "mettere in atto tutte le attività necessarie alla mitigazione del rischio (ad esempio, controllo dei sottopassi soggetti ad allagamento, verifica della pulizia delle caditoie)", a prestare "particolare attenzione a sottopassaggi pedonali e veicolari nonché ad altro manufatto tendente a rapido allagamento".
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